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L’accesso al credito fa un passo avanti La ricetta di Fider in aiuto alle imprese

L’accesso al credito fa un passo avanti La ricetta di Fider in aiuto alle imprese

Amelio: «Necessario aiutare le aziende più longeve» Stop agli aiuti a pioggia. Spazi anche ai liberi professionisti

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Nato lo scorso novembre, dall’accorpamento di Cofiter e Confidi. net, Fider – nome che richiama, con Emilia Romagna, la fiducia nel sistema istituzionale regionale – il Confidi regionale presieduto da Marco Amelio, con le sue 25 mila imprese iscritte (commercio, servizi, turismo in primis) guarda al futuro con il lessico nuovo del premier Mario Draghi, che ha parlato, nel discorso alle Camere per la fiducia, della necessità di supportare le imprese che hanno caratteristiche di longevità, evitando gli aiuti a pioggia.

Un concetto «finalmente sdoganato - sottolinea Amelio - già da anni lo avevamo fatto nostro. Di lì l’ampliamento di una consulenza sempre mirata a realizzazioni di piani industriali, business plan, di cui avevamo verificato uno scarso utilizzo. Una prassi che stiamo proseguendo come Fider».

Che bilancio fa di Fider, ad oltre tre mesi dalla nascita?

«Siamo nati in piena pandemia, in un susseguirsi di DPCM, poco prima di una crisi di Governo. Fattori che indicano da un lato la forte responsabilità che ci siamo assunti con questa operazione, dall’altro ci hanno indotto, per la medesima responsabilità, a non partire con “pacchetti” definiti ma ad accompagnare le imprese, sempre più incerte, nella contingenza. Stiamo definendo ora nuove proposte in termini di prodotti, convenzioni su garanzia, credito diretto».

Vi siete lanciati rivolgendovi ai liberi professionisti. Risultati?

«Questo è un cambio di passo culturale, anche per i liberi professionisti, più abituati a fare riferimento alla banca. Per loro ci sono agevolazioni che stiamo facendo veicolare anche attraverso le reti di Confcommercio e Confesercenti. Avevamo previsto un anno per un primo bilancio».

Lo scorso anno, gli imprenditori, con la liquidità a costo zero, sono stati agevolati nel “fare debiti”, di cui a breve dovranno rientrare. Come aiutarli in questa fase?

«Stiamo valutando sospensioni, rinegoziazioni e dove possibile allungamenti del preammortamento. Siamo stati i primi a marzo 2020, quando ancora eravamo Cofiter ma c’era il progetto Fider, ad agevolare l’accesso al credito attraverso la garanzia, la cui erogazione rimane il primo obiettivo dei Confidi. Come Fider stiamo rapidamente assecondato i decreti normativi e il temporary framework con una garanzia fino al 100% del finanziamento, con costi ridotti. Facciamo in modo che le nostre aziende sfruttino incentivi e contributi della Regione».

Quali sono le imprese che al momento “meritano” il credito, che voi erogate?

«Quelle le cui difficoltà sono realmente legate alla pandemia e necessitano di supporto finanziario per superare il momento. Siamo rigidi con chi ha difficoltà che non dipendono dalla pandemia ma cerca denaro. La selettività, non gli aiuti a pioggia, saranno il motore della crescita».

Nati in Emilia Romagna guardate anche alle Marche. Come riuscite a fare sintesi delle diverse vocazioni, guardando ad esempio a Ferrara come a Pesaro?

«Con una specializzazione territoriale sia della struttura tecnica che della rete commerciale capace di rispondere ai bisogni diversi dei territori».

Fider nasce a novembre 2020, dall’accorpamento di Cofiter e Confidi.Net. Sede legale a Bologna, commerciale e direzione a Rimini, conta 25 mila imprese. È presieduto da Marco Amelio e diretto da Luigi Olivi. —

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