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Lavori nell’ex banca per il centro prelievi «C’è troppo da fare»

Beatrice Barberini
Lavori nell’ex banca per il centro prelievi «C’è troppo da fare»

L’Asl propende per la sede provvisoria all’ex SimBianca L’opposizione: «Criticità superabili per aiutare i residenti»

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CASUMARO. «Il verbale dell’Asl sull’ex banca di Casumaro parla chiaro: servono lavori per adeguare i locali ad accogliere il centro prelievi. Quindi l’Asl procederà con la richiesta di autorizzazione per la sede provvisoria all’ex Govoni, già pronta. In 30/40 giorni si potrà così attivare il centro prelievi». Dopo aver ricevuto dall’Asl l’esito del sopralluogo svolto presso l’ex banca di Casumaro, o il sindaco Toselli ha aggiornato ieri sera la commissione terza, che ha richiesto di verificare le condizioni dei locali di via Correggio e capire se potrà accogliere la sede temporanea del centro prelievi di Casumaro.

DOPO LE VERIFICHE

Presenti al sopralluogo, svolto, la capo distretto dell’Asl Annamaria Ferraresi, il sindaco Fabrizio Toselli, li proprietario dell’immobile Bruno Diegoli, il capogruppo Marco Mattarelli (Lpc), e per la consulta di Casumaro la presidente Francesca Caldarone e Vittorio Lodi. E di lunedì, l’invio da parte dell’Unità Sanitaria Locale al Comune dell’esito del sopralluogo svolto: «Nel verbale, la dottoressa Ferraresi – ha anticipato Toselli, poco prima dell’inizio della commissione – spiega prima di tutto le prescrizioni previste dalla normativa, tutti i requisiti necessari per l’accreditamento, in base ai quali l’Ausl rilascia autorizzazioni per l’apertura del centro prelievi. Devono esserci tre bagni per l’utenza, di cui uno con l’accesso per i disabili, un bagno per il personale, un locale per il prelievo, una sala d’attesa per accogliere 10 persone, uno spogliatoio per personale, due depositi». In base al verbale dell’Asl, «i locali dell’ex banca si presentano come un unico open space di ampia metratura e privo di barriere architettoniche. In relazione ai requisiti riportati, risultano invece essere assenti un locale prelievo, un lavabo in acciaio, un locale dove svolgere attività amministrative, di accettazione, archivio e consegna referti». E prosegue: «Mancano un locale da adibire a sala d’attesa commisurata all’attività, un locale da adibire a spogliatoio del personale, un locale da utilizzare come deposito di materiale pulito e locale per deposito di materiale sporco. Sono presenti un servizio igienico per utenti che deve essere conforme all’accesso per disabili, e un servizio igienico dedicato al personale. Non c’è poi evidenza che tutti i locali siano classificati ai fini della normativa per gli impianti elettrici come previsto per i locali adibiti a servizi sanitari». Quelle rilevate dall’Asl nell’ex banca, per i capigruppo Lodi (Pd), Pettazzoni (Lega) e Mattarelli (Lpc) «non sono criticità, bensì lavori realizzabili in tempi brevi e a costi sostenibili per il Comune di Cento, per andare incontro a quello che i casumaresi chiedono. Quella all’ex banca, potrebbe addirittura diventare sede definitiva del centro prelievi, per dare più spazio alle associazioni nella delegazione».

ULTIMA PAROLA

In nome della trasparenza e per analizzare le due soluzioni per individuare il luogo più idoneo, i commissari hanno poi chiesto relazioni, costi e verbali dell’Asl relativi all’ex Govoni SimBianca. In ogni modo, sull’ex banca l’ultima parola spetta alla proprietà: «Bregoli ha già detto di essere disponibile a concedere gli spazi in comodato gratuito, ma di non voler sostenere spese di adeguamento degli spazi per un servizio temporaneo. Mancano i certificati sull’impianto elettrico. Tuttavia attendiamo la risposta formale». In commissione, anche il tema del numero ridotto di iscrizioni alla classe prima delle primarie di Reno Centese, Casumaro e XII Morelli: «La dirigente scolastica reggente Anna Tassinari, in accordo con l’amministrazione comunale, ha già presentato all’Ufficio scolastico territoriale relazione, con tanto di richiesta per garantire le classi prime in bilico nei plessi del Centese, come di Terre del Reno per il prossimo anno scolastico». —

Beatrice Barberini

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