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le modifiche al vaglio 

Statuto Unife, il ministero stoppa la riforma di Zauli

A.M. ;
Statuto Unife, il ministero stoppa la riforma di Zauli

All’Ateneo l’invito a mantenere il futuro Rettore alla presidenza del cda Nessuna marcia indietro sull’elettorato: meno peso agli amministrativi  

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Alla fine non ci saranno le modifiche allo Statuto dell’Università di Ferrara che nelle scorse settimane avevano messo in allarme la Flc Cgil, sollevando interrogativi sull’opportunità di cambiare il regolamento a ridosso delle elezioni del nuovo rettore.

La proposta

La proposta avanzata da Giorgio Zauli era quella di poter assegnare la presidenza del consiglio di amministrazione a un consigliere esterno ai ruoli di Ateneo, secondo quanto prevede la Legge Gelmini, e dunque non necessariamente al nuovo Rettore, come era prassi con il “vecchio” Statuto.

Il rischio, sostenevano i contrari alla riforma, era quello di sottrarre al controllo del futuro Rettore un organismo strategico come il consiglio di amministrazione, creando una sorta di contropotere all’interno dell’Ateneo. A fine dicembre il Senato Accademico aveva approvato le modifiche statutarie, ma a mettere un freno è intervenuto ora lo stesso Ministero dell’Università, a cui spetta l’ultima parola.

Il Mur dunque ha «invitato» a mantenere l’impostazione originaria circa la presidenza del Cda, che continuerà a essere attribuita al Rettore (Zauli non può essere rieletto al termine dei suoi sei anni di mandato).

La telefonata

È stata lo stesso neoministro Maria Cristina Messa, con una telefonata a Zauli, ad anticipare la decisione assunta al termine dei 60 giorni previsti dalla legge: «Ho apprezzato la cortesia della collega Messa - riferisce Zauli - che ha voluto accompagnare il formale riscontro anche con un confronto telefonico». Sotto il velluto delle parole gentili, però, l’invito a tornare sui propri passi e lasciare la presidenza del cda al futuro rettore. Invito, questo, accolto dagli Organi universitari.

Elettorato: si cambia

Non così invece per la seconda significativa modifica allo Statuto proposta da Zauli riguardante l’elettorato attivo, e che di fatto dimezza il peso del personale amministrativo e azzera quello di assegnisti, dottorandi e borsisti, a vantaggio dei docenti ordinari. Anche su questo punto il Mur aveva avanzato un rilievo «più che altro un “invito a riflettere” - spiega Unife in una nota, invito a cui gli organi di Ateneo «nella loro autonomia non hanno ritenuto di dar corso». «Si tratta di un aspetto - sottolinea Zaulo - che era stato lungamente vagliato in precedenza e sul quale quindi è stato deliberato di restare fermi nella proposta iniziale». Con questa formulazione finale è stato approvato il nuovo statuto dell’Università di Ferrara che entrerà in vigore ad aprile, pochi mesi prima delle elezioni per il nuovo “Magnifico” che dovrà entrare in carica il 1° novembre. —

A.M.

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