Villa Tassoni dagli Este a HubEr Idee in fila per la rigenerazione
OSTELLATO. Dare un futuro a Villa Tassoni, patrimonio di proprietà della Regione attualmente in disuso. È l’obiettivo del percorso formativo HubEr, promosso dalla stessa Regione Emilia-Romagna e i cui esiti sono stati presentati lunedì scorso all’amministrazione comunale di Ostellato e alle realtà associative e culturali del territorio.
L’iniziativa, come detto, è una sorta di gioco-simulazione, svolta nei mesi scorsi, al fine di individuare percorsi per riattivare l’edificio, risalente al XVII secolo, che fu proprietà della ricca famiglia Tassoni, molto vicina agli Estensi. L’edificio, in stato di conservazione precaria è cinta da un ampio parco che in passato vedeva al proprio interno un oratorio, poi demolito molto probabilmente nel corso del XIX secolo.
confronto aperto
Gli assessori regionali Barbara Lori e Paolo Calvano hanno aperto l’incontro di lunedì esprimendo apprezzamenti per i risultati, soprattutto sul metodo operativo proposto, che ha visto non solo la collaborazione trasversale dei diversi assessorati e dei rispettivi servizi (Qualità urbana, Patrimonio e Partecipazione), ma anche un ricco e stimolante confronto tra i partecipanti alla formazione (funzionari pubblici, terzo settore e professionisti) e il territorio ostellatese.
I tre progetti nati dal percorso HubEr per la riattivazione della Villa Tassoni hanno di fatto evidenziato la rilevanza di temi quali co-progettazione, misurazione degli impatti e costruzione di comunità attraverso la partecipazione. Rivolgendo la loro attenzione all’empatia per i beni pubblici, questi percorsi possono difatti, e oggi ancor più, contribuire a rinsaldare le relazioni delle comunità, e prefigurare quegli scenari futuri di rigenerazione (urbana e ancor più sociale) di cui tanto si sente il bisogno.
Grande soddisfazione è stata espressa anche dal Comune che, nelle parole del sindaco Elena Rossi ha sottolineato come le sollecitazioni ricevute saranno raccolte come stimolo per passare dalla simulazione all’azione, verificando la possibilità di dare concretezza a possibili prefigurazioni future.
Ciò costituirebbe naturalmente uno degli obiettivi prioritari di HubEr; e nell’attesa di possibili ulteriori sviluppi, le riflessioni maturate saranno riprese dall’Hub Usi Temporanei, con i servizi coinvolti della Regione in collaborazione con gli ideatori-attivatori del progetto HubEr (Planimetrie Culturali, Collettivo Amigdala, Officina Meme Architetti, le associazioni Spazi Indecisi e Il Palloncino Rosso e lo Studio Performa A+U) per la formulazione di linee guida e strumenti a supporto di amministrazioni e professionisti impegnati in percorsi simili. —
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