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nel quartiere  

Fiori, parole e lacrime da parte dei vicini «Non ci diamo pace»

An. Bo.

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bondeno. Hanno scelto una pianta di Anturio, da sempre simbolo di affetto e di amore con i suoi fiori rosso fuoco, per metterla davanti alla porta della sua casa. Così le vicine Vanna ed Elisa e le loro famiglie hanno voluto rendere omaggio a Rossella Placati, la donna di 50 anni uccisa domenica notte all’interno proprio di quella casa in Borgo San Giovanni a Bondeno.

Un pellegrinaggio continuo, ma quasi tutti restano sulla provinciale, guardando o pregando dall’alto. Un po’ forse per la presenza del nastro bianco e rosso, un po’ per timore di spingersi troppo oltre. Un signore dai capelli bianchi che abita in qualche casa sul retro si china a sistemare il vaso mentre una donna arriva in bicicletta, si ferma sull’argine e scoppia in lacrime. «La conoscevo bene, era una mia amica – dice guardando l’appartamento ristrutturata da poco –. Se è stato lui, e pare sia così, non posso dire altro che quello che è fatto non è umano. Pensavo avesse avuto almeno il coraggio di dire la verità ma poi ho letto che non avrebbe confessato...Magari non è stato lui, magari chissà ma certamente il colpevole non ha nulla di umano».

in paese

A Bondeno qualcosa si è rotto. «Sono vecchio ma non mi ricordo sia mai successa una cosa simile qui da noi – riflette un vicino di casa –. Penso come abbiamo fatto a non sentire, a non vedere. Ci sembra sempre tutto lontano quando guardiamo la televisione o leggiamo i giornali. E adesso che ci siamo dentro, che vediamo le nostre case e le nostre auto mi sembra assurdo». La strada trafficata, il fatto che l’immobile vicino a quello della vittima sia disabitato e in vendita e magari il rumore delle televisioni accese e dei piatti della cena ha nascosto l’orrore, ha ovattato la disperazione della donna. —

An. Bo.

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