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La mossa dell’Ascom fa discutere «Ristoranti e bar aperti di sera»

Marcello Pulidori
La mossa dell’Ascom fa discutere «Ristoranti e bar aperti di sera»

Il presidente Giulio Felloni chiede meno restrizioni nelle zone gialle  Il nodo della tassazione e la necessità per tutti di «tornare a vivere» 

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la richiesta

Marcello Pulidori

La richiesta perché bar e ristoranti, ma anche i cinema, riaprano la sera (riferito soprattutto a chi è in zona gialla), timori per la tenuta psicologica dei commercianti ma non solo, la necessità di abbattere il costo della tassazione, e un’altra necessità, la più importante, quella di tornare a vivere. Come al solito ha le idee chiare Giulio Felloni, presidente dell’Ascom di Ferrara, dopo aver ascoltato le ultime sirene che, almeno fino a dopo Pasqua (quest’anno quanto mai distante dalla resurrezione), non promettono nulla di buono. «I commercianti sono preoccupati e hanno timori – dice subito Felloni – Si stima che quest’anno in Italia chiuderanno oltre 300mila imprese. Sono numeri impressionanti». E allora, che fare? «Occorre considerare seriamente di riaprire bar e ristoranti la sera – dice sicuro Felloni, che lancia questa proposta – Il problema ora è anche psicologico ma, prese le necessarie precauzioni e seguite le regole sanitarie, i ristoranti non sono luoghi pericolosi. Queste restrizioni a singhiozzo sfiancano gli imprenditori, c’è voglia di tornare a vivere. E poi con le chiusure serali stiamo intasando gli orari del pranzo. Dando vita a nuovi assembramenti. Non ha senso». Il primo dirigente di Ascom Ferrara ricorda anche, una volta di più, «che le regole vanno rispettate e che chi sbaglia tra ristoratori e baristi va giustamente sanzionato. Ma è ora di mettere in campo anche altri ragionamenti, come per esempio l’annullamento temporaneo della tassazione. Chi non guadagna – si chiede Felloni – come fa a pagare le tasse. Gli affitti dei negozi sono sempre più cari, rischiamo di trovarci dentro un caos da cui sarà difficile uscire, una volta terminata l’emergenza sanitaria». Anche le prospettive e gli scenari futuri sono all’insegna della incertezza: «Appena apri un negozio sei già a debito di qualche centinaia di euro – prosegue il presidente della Confcommercio – è uno stillicidio che non può continuare». —

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