«Presto mi vaccinerò con lo Sputnik» Il singolare caso del professore di Ferrara
Giovagnoli, insegnante al Copernico, è cittadino di San Marino «Paura del siero russo? Bisogna che incominciamo a fidarci»
L’intervista
Sergio Armanino
Emanuele Giovagnoli: nativo di Verucchio, ferrarese adottivo, cittadino della Repubblica di San Marino. Che non fa parte dell’Unione europea e, quindi, si è potuta approvvigionare del vaccino russo Sputnik. Insegnante, ex dirigente di pallavolo, negli anni in cui la 4 Torri vinceva campionati fino ad approdare all’A1, a braccetto con Vanni Monari e coach Nino Beccari, ma anche prima....
Giovagnoli, intanto dove la collochiamo geograficamente?
«È quello che mi chiede sempre la guardia di finanza! Sono nato a Verucchio, provincia di Rimini, da mamma di San Marino. Mio papà lavorava sulla tratta ferroviaria Rimini-Nova Feltria, che era della Padana, poi era passato da guidare treni alle corriere: a Secchiano ebbe un grave incidente, morirono dei ragazzi contro il suo pullman: vole tornare alla ferrovia e gli proposero di trasferirsi a Ferrara ed eccomi ancora qui».
Qui, insomma: a insegnare...
«Nel 2002 è uscita la legge per cui i figli dei sanmarinesi che non l’avevano ancora fatto potevano optare per prendere la residenza nella Repubblica, con il controllo della gendarmeria ogni mese. Dopo 10 anni senza aver avuto problemi con la legge, mi hanno concesso anche la cittadinanza».
Quindi, sanmarinese?
«Insegno ancora a Ferrara: avevo chiesto il trasferimento a Rimini, ma la meccanica lì è piuttosto ballerina e rischiavo di andare nell’organico regionale e magari, chessò, finire a Piacenza. Meglio l’Iti Copernico».
Arriva l’ora delle vaccinazioni per il personale scolastico: dove si vaccinerà?
«Le Regioni vaccinano i loro residenti, quindi vale anche per gli insegnanti. Io ho la residenza a San Marino, quando sarà il mio turno mi vaccinerò là».
Indicazioni sulla tempistica?
«Adesso i tempi dovrebbero essere accelerati, martedì è arrivato il vaccino russo...».
Ecco, lo Sputnik: come mai?
«A gennaio San Marino aveva sottoscritto un memorandum con l’Italia, che avrebbe dovuto cedere una parte dei propri vaccini: era fatto bene, tanto che Andorra e Principato di Monaco lo hanno fatto uguale con Spagna e Francia. Il problema è che loro l’hanno ricevuto, San Marino no. Il numero di vaccini per l’Italia si è ridotto, poi c’è stato anche qualche attrito... Così in commissione salute di San Marino i segretari di stato (i ministri) hanno deciso di fare un tentativo con la Russia. San Marino non deve sottostare all’avallo dell’Ema (l’agenzia europea per i medicinali, ndr), tant’è che San Marino e Città del Vaticano hanno si trovano farmaci, specie per la cura del cancro, utilizzati in Svizzera, mentre in Italia (e in Europa) no. Insomma, il segretario Ciavatta (salute) e Beccari (esteri) hanno trovato l’accordo con la Russia. In quel memorandum con l’Italia, però, c’è anche la cooperazione per accelerare la fornitura dei vaccini anti influenzali per i prossimi anni, perché le lungaggini burocratiche italiane li fanno arrivare sempre in ritardo».
Quindi inoculerà lo Sputnik: avrebbe preferito l’Astrazeneca o si sente sicuro così?
«Qui bisogna che iniziamo a fidarci, o non se ne esce più. Tutte le aziende sono in crisi, bisogna che ci diamo una mossa. Io vedo la situazione di mia sorella alla pizzeria Pulcinella, sono con l’acqua alla gola... Hanno investito per la sicurezza sanitaria, dei ristori ne è arrivata una parte minima... Io mi sarei fidato anche dell’Astrazeneca».
Siete una categoria a rischio voi insegnanti...
«Siamo a contatto con gli studenti: teniamo tutti la mascherina, ma poi all’intervallo i ragazzi si devono baciare, fumano quelle svapo e si sbuffavano il vapore addosso... Ci sono colleghi che hanno a casa situazioni complicate, persone anziane...».
E con lo Sputnik passa la paura.
«Divento come Putin, sono gasato per quello: poi sarò inaffondabile. Anzi, i colleghi mi prendono in giro: ma quando arriverò a cavalcare un destriero senza sella, vorrà dire che avrò fatto il vaccino!».
Quando allora?
«La prossima settimana tocca a una parte dei medici non ancora vaccinata e gli 80enni. Sono arrivate 7.500 dosi, saranno 25.000 da vaccinare, i restanti 5.000 della popolazione sanmarinese sono ragazzini. Dovrebbero fare presto a vaccinarci tutti». —
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