Il bonus non gli spettava e dovrà restituirlo Ma niente denuncia
Aveva detto di non prendere più il reddito di cittadinanza In realtà era in attesa di rinnovo che gli è stato poi concesso Scoperto dalla Finanza
Per concorrere ai buoni spesa dichiarò di aver percepire il reddito di cittadinanza fino a febbraio 2020, e invece la Guardia di finanza ha scoperto che quei soldi li aveva presi «in modo continuativo nel periodo da giugno 2019 ad ottobre 2020». Per questo motivo la persona in questione, oltre a finire nei guai con i finanzieri, si vede ora revocare il beneficio, cioè i 300 euro previsti dalla legge per le famiglie alle quali l’emergenza coronavirus ha sottratto gran parte del reddito. Resta da capire se questo cittadino, assieme agli altri 7 “furbetti” dei benefici Covid scovati dai controlli, rischia anche una denuncia penale o no.
il meccanismo
Il meccanismo che ha portato il Comune a erogare i soldi anche a chi non ne aveva diritto era quasi banale. Per ragioni di rapidità nell’attivazione dei benefici, Palazzo Municipale aveva scelto una procedura di selezione molto semplificata: telefonate a centralini appositi che attivavano la compilazione di una scheda dei richiedenti, e a seguito della sola analisi della quale i bonus veniva concessi oppure negati. I requisiti principali erano infatti non essere «percettori del reddito di cittadinanza, di Rei o titolari di trattamenti pensionistici», al momento della richiesta.
La persona in questione avrebbe dunque dichiarato il falso, ma non risultano nei suoi confronti procedimenti penali aperti da parte della Guardia di Finanza, che si è limitata ad una semplice sanzione amministrativa.
Com’è possibile, visto che anche il Comune avvertiva di non dichiarare requisiti inesistenti, pena appunto guai anche con la giustizia? A quanto si è potuto appurare, questo caso come gli altri finiti sotto la lente dei finanzieri non avevano il “fumus” penale, in quanto le persone in questione si trovavano al momento della compilazione della scheda, la primavera scorsa, in una situazione di sospensione: in pratica i benefici statali (il reddito di cittadinanza) erano scaduti ed era in corso la procedura per il rinnovo, che però non era ancora completata. Una volta ottenuto il sì al rinnovo, è risultato, ma a posteriori, un beneficio ottenuto «in modo continuativo».
Le conseguenze
La persona in questione, dunque, avrebbe dovuto restituire il bonus spesa. Non l’ha fatto, e quindi il Comune si è attivato per chiedere indietro i 300 euro, suddivisi a suo tempo in 15 buoni da 20 euro ciascuno. Resta da capire come si può evitare questi problemi in futuro. —
S.C.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google