L’addio all’ex sindaco «Galdino sempre umile Ha costruito il paese»
POGGIO RENATICO. In un clima soffuso e raccolto, con tanti ricordi, si è svolto ieri il funerale di Galdino Fregna, 80 anni, sindaco poggese dal 1976 al 1991. I suoi mandati furono caratterizzati da grande spirito di servizio: impegno e lavoro anziché i riflettori della ribalta, sempre in modo schivo, per cercare di fare il bene del suo paese.
Anche per il suo ultimo viaggio non c’erano immagini sul feretro e neppure accanto al registro per le firme. Quasi il rispetto di un desiderio di andarsene in silenzio e senza clamore. In tanti hanno ricordato le opere che “Galdino”, come era affettuosamente chiamato in paese, aveva realizzato nella sua attività da sindaco. Su tutte la ristrutturazione della Casa protetta, la creazione dell’asilo nido e la costruzione dell’edificio della scuola media. «L’attuale viabilità in paese è opera sua», dicevano in tanti. Con la realizzazione di un cavalcavia e due sottopassi aveva liberato il paese, circondato dalla ferrovia, dai tempi di attesa creati dai passaggi a livello.
Il feretro è stato accolto dall’attuale sindaco Daniele Garuti e dal gonfalone del Comune listato a lutto. «Portando – ha detto don Roberto Pedrini nell’omelia – l’ultimo saluto a Galdino Fregna è bene ricordare che tutti incontreremo la morte e, di conseguenza, invito a pensare al detto evangelico “beati i poveri di spirito perché di loro è il regno dei cieli”. La povertà non consiste nel non avere bene materiali ma nel rinunciare al dominio sulle cose. Ecco perché ci sono dei ricchi poveri e dei poveri ricchi. La morte è come la povertà: ci offre, in base al nostro comportamento terreno, la possibilità di salire il primo gradino verso il regno dei cieli». —
G.B.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
