Cento “città che legge” grazie al premio letteratura per ragazzi
CENTO. È a Cento la capitale della letteratura per ragazzi, grazie alla collaborazione stabile tra il Premio Letteratura Ragazzi di Cento e il “Comitato nazionale Celebrazioni per il centenario della nascita di Gianni Rodari” e alla qualifica ottenuta dal Comune di Cento dal Cepell (Centro per il libro e la lettura del Mibact) di “Città che legge” per il 2020/21. Ed è così che domani cinque insegnanti selezionati tra le classi primarie delle scuole centesi parteciperanno al corso di formazione sul tema: “La letteratura dell’alfabeto” , che partirà dal saggio del maestro Antonio Faeti “U come Universo”.
Il corso vedrà partecipare insegnanti di molte città italiane che hanno ottenuto la qualifica di Città che legge, e sarà tenuto dall’Accademia Drosselmeir di Bologna.
«Abbiamo pensato che potesse essere un’opportunità molto importante per gli insegnanti e sono certa che questa occasione possa dar vita a nuove occasioni di formazione – spiega Elena Melloni, coordinatrice del Premio Letteratura Ragazzi. Il fatto che il nostro Comune abbia ottenuto la qualifica di “Città che Legge”, sommata alla presenza del più importante e longevo premio di letteratura per ragazzi, fa di Cento una capitale di libro. Con i suoi 42 anni di storia, tenuto a battesimo dal grande Gianni Rodari, presidente della prima edizione del 1979, il Premio è oggi patrimonio culturale della città».
Molte altre le iniziative che saranno promosse nei prossimi mesi, in attesa del Festival del Premio Letteratura che si svolgerà – vista l’emergenza ancora in corso – quasi certamente online come lo scorso anno, per proclamare la classifica finale dei vincitori.
«L’attenzione ai più piccoli deve essere al centro delle attenzioni degli adulti, commenta Raffaella Cavicchi presidente della Fondazione Caricento che promuove e finanzia il Premio Cento –. Da tempo siamo in rete con altre importanti realtà nazionali, divenute interlocutori del Premio, perché siamo convinti che solo con una apertura verso l’esterno si possa crescere» . —
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