Omicidio d’impeto al culmine di una giornata fuori controllo
BONDENO. La sua testimonianza fin dal primo giorno, dopo essere stata sentita dagli inquirenti, è agli atti dell’inchiesta sull’omicidio della sorella, Rossella Placati. Ma è il video della sua testimonianza ai microfoni del programma “Ore 14” di Rai 2 a rimbalzare dappertutto e innescare altri dubbi su ciò di cui è accusato Doriano Saveri, in carcere per omicidio volontario aggravato. Daniela Placati, la sorella di Rossella, aveva riferito di un incontro, domenica pomeriggio alle 15.30, una manciata di ore prima dell’omicidio, raccontando che Doriano Saveri era andato a casa sua «dicendomi di volermi chiedere scusa». Poi, dicendo ancora che Doriano aveva riferito «Vedrete», «Saprete», «Ve ne accorgerete». E ancora: «Mi ha detto (Saveri, ndr) lo saprete lunedì, lo saprete domani... che la vado a denunciare. Però è stato molto vago, è poi uscito immediatamente. Ma io non ho pensato a...». I dubbi che molti si sono posti riguardano l’ipotesi che dunque, alla luce di ciò di cui è accusato Saveri, lui possa aver premeditato tutto? Al momento, gli inquirenti, a conoscenza di questa testimonianza importante fin dai primi momenti, lo escludono. Perché Saveri la domenica, fin dalla mattina di domenica e per tutta la giornata era fuori controllo, e come aveva riferito a tanti conoscenti, il “domani” era riferito alla sua intenzione di denunciare per diffamazione la compagna. Che lo aveva già invitato ad uscire dalla casa di Borgo San Giovanni fin dall’8 febbraio (i messaggi riscontrati dagli inquirenti) ma lui, da allora a quella domenica, in cerca di un’altra sistemazione non lo aveva ancora fatto. Una querela per diffamazione alla compagna per ciò che – ha detto Saveri interrogato dagli inquirenti e fatto riscontrato da tanti testimoni – lei diceva in giro sul suo conto, su ciò che aveva letto sul telefonino di lei: lui non ci stava e allora aveva preannunciato a tutti che l’avrebbe denunciata. Anche questo è un indizio, importante, tra i tanti raccolti dagli inquirenti che indirizzano a Saveri come l’unico possibile autore dell’omicidio, tanto che lo stesso pm ne ha chiesto la custodia in carcere e lo stesso gip ha poi accolta sottolineando la pericolosità assoluta. La sorella Daniela aveva ricordato che quella domenica «Doriano è arrivato a casa alle 15.30 probabilmente avevano litigato». Circostanza confermata dallo steso Saveri agli inquirenti, l’ennesimo litigio con Rossella Placati cui ha fatto seguito quello più preoccupante quando – ha raccontato Saveri – la sera Rossella gli avrebbe puntato un coltello all’addome per colpirlo, lui era riuscito a schivarlo ferendosi alla mano. Daniela ammette nel video televisivo: «Lo conoscevo poco ed è venuto da me per chiedermi scusa, ma sinceramente non capivo di cosa stesse parlando». «Poi mi ha detto “vedrete” ma in quel momento non ho dato peso a queste parole». «Poi ha detto di volermi ringraziare per quello che avevamo fatto». Un comportamento che Daniela non capiva così come quelle parole. Che non fanno altro che confermare la perdita di controllo di Saveri nella giornata di domenica, culminata – secondo l’accusa – con l’omicidio di Rossella: un omicidio d’impeto, movente passionale – amplificato dalla rottura del rapporto deciso da lei e da quella denuncia – aggredendola al piano superiore della casa colpendola alla testa e poi con un coltello al petto tre volte. —
D. P.
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