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l’iniziativa 

Un nuovo centro per ragazzi a Fossanova San Marco

Stefano Balboni
Un nuovo centro per ragazzi a Fossanova San Marco

In fase di ultimazione la struttura della cooperativa “I frutti dell’albero” Voluta da un gruppo di genitori si occupa di adolescenti con problematiche

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Un nuovo centro per aiutare ragazzi diversamente abili a raggiungere e mantenere l’autonomia individuale. È quanto sta sorgendo a Fossanova San Marco, pochi chilometri fuori città, nel pieno della campagna ferrarese.

A volere fortemente questa nuova struttura è la cooperativa “I frutti dell’albero”, nata nel 2010 da un gruppo di genitori che si sono associati per accogliere adolescenti tra i 14 e 25 anni affetti da disabilità psichica.

Persone che necessitano di vivere al meglio la loro quotidianità e non essere lasciate sole, in modo da potere interagire tra loro e svolgere attività riabilitative e ludico-creative. In questo modo i ragazzi consolidano e potenziano le loro capacità cognitive e relazionali.

L’attività

L’attività de “I frutti dell’albero” ha preso il via già da alcuni anni nella sede di San Martino e la cooperativa è presieduta da Elena d’Adda, madre di un giovane di 24 anni di nome Roberto, affetto da autismo; al suo interno vi operano 8 operatori tra educatori professionali e psicologi. «Siamo partiti grazie alla disponibilità della gente comune e alla risposta di alcune aziende che da subito hanno creduto alla riuscita di questo nuovo centro», spiega Elena d’Adda.

La struttura è interamente ecocompatibile, in legno e dotata di ampie vetrate in modo da far godere agli ospiti la bioclimaticità data dal sole sfruttandone tutta l’energia. Gli spazi interni sono stati studiati in modo da poter suddividere le attività del laboratorio informatico, di quello cognitivo e quello musicale. Presente al centro della struttura, ben illuminato, un albero quale simbolo della onlus attorno al quale si potranno svolgere attività di giardinaggio. L’ampia sala da pranzo potrà essere gestita dagli ospiti stessi che potranno, ad esempio, apparecchiare e riassettare i tavoli in modo autonomo, sotto la attenta guida degli operatori.

«Purtroppo il covid ha bloccato le nostre attività tra il 9 marzo e il 29 giugno scorso - prosegue Elena d’Adda - ora è possibile svolgere solamente le attività dei laboratori, escludendo il nuoto e l’attività ippica».

Nella nuova sede sarà presente anche una palestra per le attività motorie dei ragazzi. «La forma ottagonale della struttura - dice la cooperativa - è invece un richiamo morale e religioso, come l’ottavo giorno in cui iniziò l’era di Cristo e rappresenta l’eternità. Un nuovo giorno degno di essere vissuto se ognuno di noi farà qualcosa per chi è meno fortunato».

Il termine dei lavori è previsto per il prossimo settembre, mentre il trasferimento delle attività dall’attuale sede di San Martino a inizio 2022.

Stefano Balboni

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