Assieme cercarono fortuna nell’eolico Ma il sogno era svanito
codigoro. Era il 2016 quando Riccardo e Dario Benazzi con altri soci si convinsero di aver avuto un’idea meravigliosa e di poter contribuire a risolvere il problema di sostituire a costi sostenibili l’energia estratta da combustibili fossili con quella più pulita prodotta dal vento.
Un progetto per il quale era stata avviata l’istruttoria di deposito del brevetto che per essere tutelato in tutto il mondo necessita di risorse (70mila euro). «Bisogna sviluppare l’estensione della tutela in 144 Paesi», aveva spiegato Riccardo Benazzi, allora responsabile tecnico di Gaia srl alla Nuova Ferrara. Gaia era la società fondata assieme all’amministratore delegato Davide Pelizzari, il socio dal quale si era poi diviso. L’impianto era pensato per sfruttare l’eolico «in modo molto più economico rispetto ai sistemi oggi in uso – diceva Benazzi – e funziona bene anche in zone poco ventose». Per raccogliere i fondi i due imprenditori si sono rivolti al popolo del web attraverso una piattaforma di crowdfunding. Benazzi aveva tentato anche di coinvolgere l’Università di Ferrara e si era presentato dal rettore con il suo progetto in mano, ma senza appuntamento. Ed era stato accompagnato fuori. —
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