«Blocco dei licenziamenti una misura fondamentale»
Il segretario della Cgil di Ferrara Zagatti parla della crisi dell’occupazione «Sfruttare al meglio le opportunità date dal Patto per il lavoro della Regione»
Secondo i dati dell’Osservatorio dell’economia della Camera di Commercio, con la crisi del 2020, gli addetti che operano nelle attività economiche della provincia di Ferrara sono calati di 3mila unità, 105.064 lavoratori oggi e 108.331 l’anno precedente. La contrazione interessa soprattutto il settore del commercio al dettaglio, quello dell’agricoltura e il settore delle costruzioni, con un calo di imprese che per Ferrara è maggiore rispetto al resto dell’Emilia Romagna, e che colpisce soprattutto le imprese giovanili (7,3% del totale) e artigiane (27,2%). E presto dovrebbe scadere il blocco dei licenziamenti, «una misura fondamentale per la tenuta sociale che, nel momento in cui dovessero continuare le misure previste per la gestione della pandemia sul piano sanitario, dovrebbe continuare – è la considerazione di Cristiano Zagatti, segretario generale della Cgil di Ferrara – non è certo la soluzione e non si può prorogare per sempre, ma è tra le regole del gioco la proroga, insieme a una revisione complessiva degli ammortizzatori sociali».
Questo a livello nazionale, «sul pezzo territoriale è evidente – continua Zagatti – che il mondo del terziario preoccupa tutti, e di fianco alla preoccupazione ci metto anche la necessità di sfruttare e costruire ogni opportunità che la declinazione a livello provinciale del Patto per lavoro e per il clima dell’Emilia Romagna ci consegna: bisogna trovare comuni intenti per dare una risposta a quel mondo, che non sia emergenziale ma di opportunità e prospettive a lungo termine».
Da notare comunque, sottolinea il segretario generale della Cgil, che «la diminuzione delle aziende nel 2020 è minore rispetto al 2019», e per quanto riguarda il settore delle costruzioni, questo «ha una grandissima opportunità che tiene legato non solo la filiera produttiva dell’edilizia ma anche l’interesse soprattutto di certi cittadini, anziani o giovani coppie: lo strumento dell’ecobonus 110% per il recupero energetico degli edifici. Inoltre se le amministrazioni locali fossero anche in grado di stimolare questa filiera e le rappresentanze datoriali fossero in grado di superare le difficoltà che la dimensione piccolissima aziendale rappresenta, penso che la filiera economica dell’edilizia potrebbe trainare tantissime altre economie». Il dato provinciale sulle imprese femminili poi è migliore rispetto alla Regione, sebbene anche questo in contrazione, e Zagatti sottolinea il «gap salariale di genere importantissimo che abbiamo: vale la pena approfondire le ragioni sociali delle imprese femminili e cosa producono» così come è opportuno, aggiunge il sindacalista, «cercare di lavorare in modo sinergico perché la qualità del lavoro e delle imprese nel nostro territorio possa incrementare e non tradursi nella competitività legata solo all’abbassare il costo del lavoro». Bisogna in sostanza affrontare la crisi «non solo sotto il profilo di ciò che i numeri in termini quantitativi suggeriscono – dice Zagatti – ma ragionando su quale livello di competizione vuole il territorio ferrarese e pertanto qual è la qualità delle imprese su cui investire e la qualità del lavoro, ragionare sul pezzo della formazione professionale e non solo» . —
Giovanna Corrieri
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