Gallerani sbotta «Partecipanza Ágraria senza trasparenza»
CENTO. «In Partecipanza Agraria le continue liti, l’incapacità organizzativa e il caos amministrativo hanno portato a danneggiare di fatto i capisti, vittime di poca trasparenza e gravi ritardi. Grave che ai capisti opzionisti non sia stata data la possibilità di definire modalità, importi e tempi, per arrivare a poi fare una scelta consapevole». A intervenire in qualità di capista della Partecipanza Agraria di Cento è Marco Gallerani, per anni consigliere nell’ente agrario centese.
«Il problema non è la rateizzazione quinquennale dei 4mila euro. È comprensibile che, a differenza di 22 anni fa, non ci siano le condizioni per pagare subito l’intera cifra prevista per chi ha scelto l’opzione, sia da parte della Partecipanza che degli agricoltori affittuari dei capi. Grave invece è stato il fatto che, al momento della scelta se prendere il capo o lasciarlo e riscuotere il pagamento per esso, noi capisti abbiamo dovuto firmare senza sapere ciò che poi hanno deciso di fare. Al momento della firma, infatti, ci è stata presentata la scelta solo a titolo statistico, perché c’era da parte degli amministratori la necessità di sapere quanti volevano il capo e quanti avrebbero scelto il pagamento. Poi, dopo, ci sarebbe stata la possibilità di definire il tutto. Invece, questo, non è accaduto».
Se avesse saputo che la Partecipanza avesse pagato 4.000 euro a rate di 1.000 euro ogni 5 anni, la scelta di Gallerani sarebbe stata diversa: «Avrei fatto come 22 anni fa, ossia avrei preso il capo e fatto un contratto di affitto con un agricoltore». —
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