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attese di 4 mesi sul bonus 

Gli architetti: Ferrara deve recuperare terreno sulla digitalizzazione

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La spinta alla digitalizzazione dei servizi comunali? «È benvenuta, non se può fare a meno, ma Ferrara è rimasta indietro anche rispetto ad altre realtà della provincia». A fare un’analisi dello switch attivato da Palazzo Municipale è Gian Paolo Rubin, presidente dell’Ordine degli architetti. «Il mio plotter langue quasi inutilizzato, nell’altra stanza: ai Comuni dell’Unione terre e fiumi o dell’Alto Ferrarese ormai non devo stampare più nulla, invio sempre i pdf - spiega il professionista - Entro nello sportello Suaper della Regione, apro una pratica e carico tutto quanto, compilando i modelli presenti e firmando digitalmente. Poi mando via con un clic e mi arriva sul pc la Scia, dopo eventuali richieste d’integrazione comunicate dagli uffici, il tutto senza essermi alzato dalla sedia». Con Ferrara, invece, la situazione è cambiata solo sulla spinta del Covid e per le pratiche si dialoga con gli uffici attraverso la Pec, senza usare il portale regionale: il passaggio dovrebbe avvenire entro la metà dell’anno. I computer degli uffici, tra l’altro, hanno in molti casi schermi troppo piccoli per visualizzare correttamente disegni di un metro quadrato.

Rubin apprezza lo sforzo di digitalizzazione del Comune, «ci hanno parlato di un progetto per digitalizzare gli archivi cartacei: è indispensabile, anche se ci vorrà tempo. Intanto però abbiamo il problema del bonus 110%, per il quale è obbligatorio l’accesso agli atti con inevitabile richiesta in archivio. Il sistema è intasato di richieste - conferma il presidente degli architetti - è i tempi di attesa sono di quattro mesi. Bisogna concludere gli interventi entro fine 2022, tempo ce n’è ancora ma l’iter è lungo». —

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