Medici di base critici E se non vaccinano c’è una procedura bis
«Dicono che lavoriamo poco e che prendiamo un sacco di soldi. Allora perché non ci sono più medici disposti a fare il nostro lavoro?». E’ lo sfogo, raccolto dalla “Nuova”, di un medico di base, componente di una medicina di gruppo che ha sede in centro storico. Ieri era la giornata di avvio del servizio vaccinazioni destinato al personale scolastico. Servizio offerto dai medici di famiglia. Sabato scorso la prima seduta nella Medicina di gruppo “Estense”, a Quacchio, con 11 prenotati. Da ieri la vaccinazione, rivolta esclusivamente al personale scolastico (docente e non) con il siero prodotto da AstraZeneca, può essere programmata da ogni ambulatorio della provincia, ma tra gli operatori serpeggia qualche malumore. I problemi sono di ordine soprattutto organizzativo (qualcuno partirà nei prossimi giorni), perché una seduta di vaccinazione comporta un lavoro di segreteria ma anche di allestimento del servizio che deve essere pronto ed efficiente anche nel caso, ad esempio, si presenti un effetto collaterale che richiede un intervento sanitario d’emergenza. «L’Asl ci invia pazienti che non possono essere trattati nei centri vaccinali perché risultano allergici al vaccino, ma non abbiamo ancora le linee guida per dare risposte a queste persone. Ce le hanno promesse a breve, però», precisa un medico che ha l’ambulatorio nella zona di via Bologna. Ieri diversi professionisti che lavorano nelle medicine di gruppo hanno lamentato l’annuncio troppo tempestivo (da parte della Regione) dell’avvio del servizio. «L’abbiamo appreso dai giornali che saremmo stati coinvolti anche noi – hanno dichiarato tre medici che hanno chiesto di non essere citati – Non eravamo pronti. Abbiamo ricevuto tante telefonate di personale della scuola che voleva prenotare ma non avevamo neanche le dosi del vaccino». Che sono arrivate e, assicura l’Asl, saranno integrate nei prossimi giorni. Alcuni cittadini hanno segnalato che il loro medico non esegue il vaccino. «Come dobbiamo fare?», chiedeva ieri un lettore. «Sulla home page dell’Asl c’è un link da cliccare per questi casi», risponde l’azienda sanitaria. —
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