La Nuova Ferrara

Ferrara

«Ora mi dedico tutto alla mia famiglia»

Il commovente discorso di Modonesi con saluti e ringraziamenti 

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Il saluto

«Si chiude per me una lunga, intensa, bellissima esperienza di amministratore di questa città - ha esordito nel suo discorso di commiato Aldo Mooensi - una città nella quale sono nato e cresciuto e per il bene della quale ho speso energie e tempo con l’intenzione di fare sempre il meglio per Ferrara e per i suoi cittadini. Ho preso questa decisione con grande serenità, ed è una decisione maturata non da oggi. Quelli di voi con cui in questi mesi ho avuto modo di parlarne sanno che già nel momento del passaggio di consegne con Francesco Colaicovo come capogruppo del Pd avevo maturato questa scelta».

«Le motivazioni che mi portano alle dimissioni sono personali, legate alla particolare fase della mia vita personale e familiare che mi richiede di dedicare tutto il tempo e tutte le risorse disponibili alle persone che mi stanno più care. Ho sempre inteso l’impegno nelle istituzioni come un qualcosa da onorare con tempo e risorse e oggi questa cosa non mi è più possibile, quindi è giusto farsi da parte e dare spazio a chi tempo e risorse invece li ha. Sono dimissioni per motivi personali, ma è evidente a me e a voi che quando ci si dimette da un consesso istituzionale, e lo si fa dopo averlo frequentato attivamente per anni con diversi incarichi, queste dimissioni assumono una rilevanza politica».

«Non credo che esistano donne e uomini per tutte le stagioni (anche se a guardare la composizione di parlamento e governi degli ultimi decenni si potrebbe tranquillamente affermare il contrario), penso invece che una politica che vuole essere utile alla crescita di un territorio deve sapere aprirsi al contributo, alle idee, alla presenza di nuove persone. E che perché questo avvenga ci vuole chi lascia spazio facendosi di lato. È stato così per me quando da neomaturato mi è stato chiesto di entrare in una delle commissioni della Circoscrizione Gad, facendo nascere la mia passione e il mio impegno per la politica e per la nostra città. Ed è giusto che oggi tocchi a me fare spazio a chi ha passione per la politica e voglia di impegnarsi».

I RINGRAZIAMENTi

«Quando si saluta è buona educazione andarsene facendo un po’ di ringraziamenti. Il primo va ai due sindaci che mi hanno dato fiducia e mi hanno voluto nelle loro Giunte. A Gaetano Sateriale e a Tiziano Tagliani, con i quali sono stato assessore per quasi 4 consiliature. Due sindaci molto diversi tra loro, ma che sono stati capaci entrambi di darmi fiducia, responsabilità e autonomia. Che mi hanno insegnato cosa voglia dire amministrare una città, e farlo lavorando insieme a loro, a assessori, consiglieri, dipendenti di comune e aziende. Due sindaci che mi hanno insegnato che per amministrare una città non ci vuole solo competenza e impegno, ma soprattutto passione, comprensione e visione. Il ringraziamento lo estendo ai tanti colleghi di Giunta e ai tanti consiglieri comunali e circoscrizionali che ho conosciuto e con i quali ho lavorato, sempre imparando tanto e sempre provando a dare il meglio».

«Il secondo ringraziamento va alle persone con cui ho lavorato in stretto contatto in questi anni, dipendenti del Comune e dei tanti Enti e tante aziende pubbliche che con il Comune collaborano. Ho nella stragrande maggioranza dei casi trovato persone capaci, che amano il loro lavoro, che tengono alla maglia che indossano. Persone dalle quali ho imparato tanto. Il terzo ringraziamento va al Pd, al mio partito, a quello che continua a essere il partito a cui sono iscritto, una grande comunità che mi ha dato fiducia e sostegno, che spero di aver altrettanto generosamente ricambiato. Se non ci fosse stata questa comunità, se non ci fossero state le donne e gli uomini che compongono questa comunità, se non ci fossero stati i valori, le idee, le proposte del Pd, non ci sarebbe stata per me la possibilità in questi anni di potermi impegnare a pieno nelle istituzioni. L’ultimo ringraziamento va alla mia famiglia. Se in questi anni ho avuto il tempo e le risorse da poter dedicare all’amministrazione di Ferrara e alla politica è perché questo tempo e queste risorse le ho sottratte al lavoro e alla famiglia. Si perché amministrare una città come Ferrara è un lavoro, se lo si vuole fare con tempo, impegno e responsabilità. E per farlo ci vuole tempo e impegno che sottrai a altro. Dare la possibilità di poter vivere a pieno le proprie passioni, di poter realizzare le proprie aspirazioni, di poter dedicare tempo a quello che si sogna di fare, penso che sia il più grande segno di rispetto, di affetto e di amore che in una famiglia ci si possa dare. E io ho avuto questa grande fortuna, della quale alle volte la vita te ne fa rendere fino in fondo conto in momenti difficili e delicati».

Gli auguri

«Il primo augurio di buon lavoro lo faccio al sindaco, al nostro sindaco Alan Fabbri. Da parte mia, anche nei momenti di confronto più franco, c’è sempre stato rispetto, prima per la persona oltre che per la carica istituzionale. Al sindaco e alla sua giunta auguro, in modo particolare in questa difficile fase emergenziale che immagino durerà ancora per mesi, di fare del nostro Comune il presidio più prossimo ai bisogni delle persone, delle famiglie e delle attività economiche, arginando le conseguenze sociali ed economiche di questa crisi sanitaria. E di farlo cercando il contributo di tutti, senza divisioni, polemiche scomposte, scelte di parte. Il secondo augurio di buon lavoro lo faccio a voi consigliere e consiglieri, non dimenticatevi mai che sediamo in Consiglio sì perché eletti in una lista, sì perché chiamati a sostenere o a contrastare le scelte della giunta, ma soprattutto per fare il bene della nostra città e dei suoi cittadini».

«L’ultimo augurio, quello più forte, va a chi consigliere comunale ancora non è. Alla giovane professionista che prenderà il mio posto in consiglio. Maria Dall’Acqua che è stata una delle tante donne che aveva dato la propria disponibilità a candidarsi due anni fa, e oggi mi fa piacere farmi di lato per dare a lei la possibilità di impegnarsi per la nostra città. Sarà capace di portare in questo consiglio la freschezza della sua età, la competenza della sua professione, e la determinazione e la sensibilità. Salendo per l’ultima volta lo scalone non nego che l’ho fatto emozionandomi. E ci sono due domande che mi sono fatto, ovvero «se ne è valsa la pena?» «e se lo rifarei?». La risposta a queste due domande è si, un si convinto. Tenete sempre nella testa e nel cuore il bene di Ferrara e dei suoi cittadini. E naturalmente questo è un arrivederci, e non un addio!». —

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