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cronaca

Una vita fianco a fianco, erano amici per la pelle

I due erano cresciuti insieme: Dario il punto di riferimento, Riccardo Benazzi mente geniale, ma poi ha perso tutto. Il 64enne aveva perso il figlio Nicola in un tragico incidente stradale


22 aprile 2022 Annarita Bova e Katia Romagnoli


ITALBA. Riccardo e Dario Benazzi erano primi cugini, ma anche amici per la pelle. Soprattutto Dario sapeva ascoltare e calmare Riccardo, sapeva come prenderlo e riusciva a dargli consigli e conforto. Hanno passato la vita insieme, e insieme sono morti: resta da capire se l’abbiano deciso o meno, se abbiano realmente scelto di farla finita in aperta campagna lontano dai loro paesi e dalle loro case, oppure se qualcun altro ha scelto per loro.



Il più giovane

Riccardo Benazzi aveva 64 anni. Era una di quelle persone dai grandi sogni e dalla mente sempre in movimento, con mille progetti ma senza sconti dalla vita. Aveva fatto il liceo classico, era bravo a scuola ma aveva in mente altro, tanto altro. Si è sposato giovane con Orianna Tosetto, la donna che gli è rimasta accanto per tutta la vita, anche quando il loro matrimonio è finito e hanno preso strade diverse.

Hanno avuto due figli, Nicola, morto quindici anni fa in un incidente stradale e Sara, suo punto di riferimento e ragione di vita. L’uomo faceva il camionista, guidava i tir così come sua moglie. Ma pensava ad altro, aveva in mente un impianto particolare e alla fine ha fondato una società nella quale ha investito tutto, troppo. Nel giro di qualche tempo si è trovato a vivere un po’ ovunque, non aveva una dimora fissa ed era ospitato da parenti, amici oppure prendeva case in affitto per brevi periodi. Ultimamente era stato a San Giuseppe di Comacchio, per poi andare via anche da lì e tornare, come sempre, a Mezzogoro dalla sua ex moglie.



Padre di famiglia

Nei piccoli paesi quasi tutti sono più facilmente identificabili con un soprannome e così era anche per Dario Benazzi, da tutti conosciuto come “Bargen”. In pensione da 8 anni, il 70enne ha speso gran parte della propria vita a lavorare nei campi. Le fragole erano la sua passione e nel vivaio dei fratelli Zanzi di Massenzatica, dove ha lavorato per più di 30 anni, era proprio l’operaio più esperto in materia.

Due mesi fa una mancata precedenza a un incrocio era stata la causa di una collisione con un mezzo pesante e tuttora Benazzi ne riportava le conseguenze: «Si stancava facilmente – racconta la moglie Armanda –, ma voleva restare attivo e dopo un paio d’ore che stava in piedi, doveva tornare in casa, a riposarsi sul divano. Le costole rotte nell’incidente dovevano ancora sistemarsi».

Era rimasto senz’auto dopo l’incidente, ma senza perdersi d’animo, stava cercando di rimettere in sesto la sua Fiat Panda semi distrutta. Oltre alla moglie Armanda, con cui viveva a Italba, lascia le tre figlie Romina, Sabrina e Michela, oltre a generi, nipoti e a tanti amici, anche a Massenzatica, dove è ricordato con il soprannome, che portava al seguito sin da ragazzo. —

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