Minoranza assente in consiglio «La politica è qui»
BERRA. Consiglio comunale in discesa quello svolto lunedì nel tardo pomeriggio in videoconferenza, con tutti i punti all’ordine del giorno approvati all’unanimità. Assente tutta la minoranza, situazione che la dice lunga sulla tensione che sta attraversando la politica locale e nonostante le assenze siano state giustificate (tranne una) a crederci poco è il vicesindaco Alberto Astolfi, che ha fine seduta ha puntualizzato: «Non conosco le vere motivazioni di queste assenze ma i consiglieri di minoranza devono imparare che la politica, quella seria, quella vera, si fa tra i banchi del consiglio. È qui dove si devono discutere e decidere i “problemi” e non sui social o sui giornali. Se vogliono fare i consiglieri, quelli veri, è qui che devono farlo».
È arrivata la surroga in seno al consiglio dell’Unione Terre e Fiumi della consigliera dimissionaria Raffaella Nalli con il consigliere (e presidente del consiglio) Paolo Manzoli. Relazione esaustiva della dottoressa Emanuela Matteucci, capo servizio tributi dell’Unione, sul regolamento per l’istituzione e la disciplina del canone unico patrimoniale nonché l’approvazione del regolamento per l’applicazione del canone di concessione per l’occupazione delle aree e degli spazi appartenenti al demanio o al patrimonio indisponibile, destinati a mercati. Infine, approvata la convenzione tra i Comuni di Copparo, Riva del Po, Tresignana e l’Unione per il conferimento all’Unione del controllo di gestione. Su questo punto, perché assente giustificata, la consigliera Serena Occhi (Futuro eco-compatibile) ha inviato una dichiarazione scritta. «Mi preme affermare con forza che mai ho ostacolato il progetto di far funzionare bene l’Unione – scrive la consigliera –. Dico questo perché il sindaco ha tentato di addossarmi affermazioni e atteggiamento non miei nella risposta scritta alla mia interrogazione sul suo immobilismo amministrativo. Ero preoccupata, e lo sono tuttora, che, per mancanza di tempo a tua disposizione caro sindaco (mi permetto di rivolgermi in tono confidenziale, come hai fatto nella risposta alla mia interrogazione), non predisponessi il passaggio di servizi e funzioni all’Unione, cosa assolutamente necessaria per potersi dedicare finalmente ad una progettualità per Riva del Po». —
D.M.
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