La Nuova Ferrara

Ferrara

«Carife poteva essere salvata» In ballo risarcimenti fino a 100 milioni

Stefano Ciervo
«Carife poteva essere salvata» In ballo risarcimenti fino a 100 milioni

La Fondazione dopo la sentenza Ue: valutiamo una causa Prudenti i legali di piccoli azionisti. “Amici” e Pd: ristori a tutti

3 MINUTI DI LETTURA





Tra Bruxelles, Francoforte e Roma ballano un centinaio di milioni di euro “ferraresi”. È questa l’entità del danno subito dagli azionisti Carife, stando ai calcoli della Fondazione, a causa del mancato salvataggio della banca nell’estate del 2015, dovuto all’opposizione europea alla ricapitalizzazione già messa nero su bianco da governo, azionisti e Fondo interbancario. La Corte di giustizia europea, a distanza di oltre cinque anni, ha definitivamente smontato le motivazioni di questa opposizione, etichettando come «non aiuti di stato» l’intervento del Fidt nell’analogo caso di Tercas, aprendo così le porte ad azioni risarcitorie evocate, tra l’altro, dalla stessa Associazione bancaria italiana. In questa maniera, è la novità più rilevante, oltre ai 30mila piccoli azionisti torna in gioco anche la Fondazione Carife, che deteneva il 54% della banca ed è stata finora esclusa da qualsiasi ristoro.

diritto internazionale

Ieri è stata una giornata di fermento a Palazzo Crema, ancora sede dell’ex azionista di maggioranza di Carife. «Diversi consiglieri più sensibili al tema sono del parere che sia nostro dovere analizzare fino in fondo la possibilità di risarcimenti, ed hanno sicuramente ragione - dice il presidente Giovanni Polizzi, di professione avvocato - Venerdì (domani, ndr) vedremo in consiglio di avviare l’iter per un incarico ad uno studio legale specializzato in diritto internazionale. Abbiamo certamente subito un danno, ora dobbiamo capire come rivalerci e nei confronti di chi: un’azione legale si apre se c’è possibilità concreta di vincerla». A non arrivare mai fu l’autorizzazione della Bce di... Mario Draghi, su parere «non vincolante» della commissione Ue. È il caso di svelare, a questo punto, l’entità del risarcimento chiesto a suo tempo dalla Fondazione al governo nell’atto di contestazione della risoluzione, poi bocciato dalla giustizia amministrativa: 56 milioni di euro. Si tratta di una stima al rialzo del valore delle azioni in loro possesso, oltre 23 milioni, che al momento del salvataggio era stato fissato a 27 cent: la presunzione è che la banca si sarebbe rivalutata dopo la gestione commissariale. Si dovesse tener conto di quest’ultimo valore, sarebbero in tutto 12 i milioni da richiedere.

piccoli in subbuglio

In subbuglio anche i legali dei piccoli risparmiatori. «Stiamo facendo valutazioni, la questione cruciale è chi ha creato il danno - spiega Stefano Di Brindisi, che ha in piedi diverse richieste risarcitorie - Si potrebbe chiamare in causa sia la Commissione Ue che il governo italiano, responsabile della risoluzione. Ma stiamo parlando, caso concreto, di un 84enne che ha visto sparire 74mila euro, tutti i suo risparmi, senza poter più aiutare il figlio disabile: sarebbe etico che lo Stato si facesse carico di un risarcimento integrale». Di questo parere è anche Letizia Vescovini, che ha seguito molti casi in Veneto, «attivare un’azione legale nei confronti dell’Ue andrebbe valutato attentamente, anche se la giurisprudenza Ue è più favorevole ai risparmiatori rispetto a quella italiana. Ristori integrali sarebbero più semplici». E Riccardo Rocca mette in guardia da «cause difficilissime, tra l’altro andrebbe ben valutato il danno risarcibile».

ristori

Si sono fatti sentire subito gli Amici di Carife, «serve una sollevazione di tutte le forse politiche, istituzionali ed economiche per chiedere giustizia e risarcimenti. Chiediamo ai parlamentari locali, a sindaco, ministri e consiglieri regionale di fare squadra. Tutti vanno risarciti». Per Marcella Zappaterra (Pd), «ne esce male la Commissione Ue ma anche i governi dei diversi Paesi, compreso il nostro, sono stati deboli e troppo accondiscendenti. Non si può pensare di tornare indietro, Carife non era da tempo una banca sana: adesso l’imperativo, dal governo all’Europa, è di pensare a come rimediare al danno fatto e risarcire». —

Stefano Ciervo

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google