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al centro sociale di argenta 

Equipe al lavoro dodici ore per sette giorni su sette

Giorgio Carnaroli
Equipe al lavoro dodici ore per sette giorni su sette

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Da lunedì, il centro sociale “Torre del Primaro” di via del Fitto (vicino alla bocciofila) sarà il “centro vaccinale Argenta”. Ieri c’è stato un sopralluogo della dg Asl Monica Calamai con al fianco i suoi tecnici e il sindaco Andrea Baldini. L’intero spazio (con ingresso e uscita separate) è stato occupato: la sala per il gioco delle carte adibita a sala d’attesa mentre nel salone dove si è tanto ballato e fatta ginnastica, sono stati montati dei pannelli che hanno consentito la realizzazione di tre box per le vaccinazioni.

«Sì, sono soddisfatto per la scelta e per il lavoro fatto – si è dichiarato il sindaco Andrea Baldini – e il giorno otto partiamo. C’è la garanzia che le dosi arriveranno e nelle 12 ore di esercizio lavoreranno equipe di persone tutte dell’azienda mentre ci saranno dei volontari per l’accoglienza. I costi? Tutto a carica dell’Asl, comprese le utenze, mentre noi offriamo gratuitamente l’utilizzo del centro. Colgo l’occasione per ringraziare i farmacisti per ciò che hanno fatto».

Il centro lavorerà sette giorni su sette, con una vaccinazione ogni dieci minuti. All’inizio non sarà a pieno regime e verrà utilizzato il Pfizer mentre l’Astrazeneca sarà per insegnanti e forze dell’ordine. L’occasione della presenza della direttrice Calamai consente di chiarire i dubbi sulle persone anziane impossibilitate ad allontanarsi da casa per andare a farsi vaccinare e che nel contempo o hanno telefonato o inviato una mail per avanzare la richiesta di vaccinazione a casa . «In tutta la provincia sono circa 1.700 questi anziani - precisa Calamai – e organizzare il tutto non è semplice perché bisogna cercare di raggruppare gli interventi in zone di paese più vicine possibili quindi, serve tempo. E poi, oltre all’interessato vacciniamo anche i conviventi ed ecco che serve circa un’ora. Posso senz’altro assicurare questi richiedenti che saranno contattati: ci faremo vivi noi».

Giorgio Carnaroli

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