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Ferrara

BONDENO 

Gli amici motociclisti per l’estremo saluto all’amato Giuseppe

Giuliano Barbieri

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BONDENO. In forma sobria, in un clima di mistico raccoglimento, si è svolto ieri il funerale di Giuseppe Iorio, deceduto per le complicazioni legate a un’incidente stradale in cui era rimasto coinvolto alcuni anni fa.

Autista in una grande azienda della zona, ma grande amante della moto, dopo l’incidente Iorio aveva avviato un legame molto stretto con il gruppo del Motoclub Ex Pirat ed era sempre disponibile, e in prima fila, per contribuire per le opere di beneficenza. Per questo motivo le offerte raccolte al rito funebre sono state destinate al gruppo dei motociclisti bondenesi, da utilizzare per la prossima opera benefica che metteranno in cantiere. Per ribadire questo stretto rapporto il feretro è arrivata davanti al Duomo scortato da diversi motociclisti e altri erano ad attenderlo sul sagrato.

«Diamo l’ultimo saluto - ha detto don Andrea Pesci nell’omelia - al nostro fratello Giuseppe. La morte è sempre un momento di sconcerto e di dolore per i familiari, gli amici e i conoscenti. Il rito cristiano dell’addio alla vita terrene dev’essere inteso come un arrivederci per quando ci ritroveremo nella casa del Signore. Giuseppe lascia la vita terrena, ma continuerà a vivere nel regno dei cieli per vegliare sulla mamma, la moglie e i figli».

Durante il rito funebre tanti, in un clima di grande emozione, hanno cercato di portare conforto ai familiari per cercare di alleviare i l dolore del distacco.

«Sono un emotivo - ha detto sul piazzale Silvio Venturi, presidente del Motoclub Ex Pirat - e non sono riuscito a salire sull’altare per dare l’ultimo saluto a Giuseppe. Faremo però un’iniziativa specifica, per ricordarlo come merita, appena questa situazione pandemica ci permetterà di mettere in cantiere un’opera di beneficenza».

Commovente il saluto al feretro da parte dei motociclisti, anche prima di partire per l’ultima destinazione, l’ara crematoria di Ferrara. —

Giuliano Barbieri

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