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LA SITUAZIONE NEL FERRARESE 

Le aziende piccole soffrono e il problema diventa familiare

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RENAZZO. La tragedia che si è consumata l’altra mattina mette sotto i riflettori un problema economico che diventa umano.

« Sono questioni molto delicate - esordisce Paolo Cirelli, segretario provinciale Confartigianato -,le piccole aziende, gli artigiani sono famiglie: la si chiama azienda, ma è famiglia e le difficoltà le vive direttamente. Le situazioni che si stanno prolungando da un anno, fatto di tensione, nervosa ma anche economica, possono accelerare situazioni che possono sfociare anche in questo tipo di fenomeno. Situazioni di criticità aziendale ne generano anche di familiari e personali, le condizioni economiche delle aziende diventano quelle delle famiglie: sono fatti che devono interrogare le coscienze di tutti. A volte non arrivano neanche dei segnali, perché le persone sono forti, o lo sembrano: bisogna saperle ascoltare, sempre. L’azienda è la ramificazione economica della famiglia e queste dinamiche incidono direttamente: nel popolo senza garanzie ci sono le piccole imprese, le partite Iva».

E arriviamo così ad affrontare il tema degli aiuti: «Non c’è bisogno dei bonus -sostiene Cirelli -, ma di indennizzi. I bonus lasciano il tempo che trovano, ristori che svaniscono immediatamente. C’è bisogno di indennizzi per le perdite subite e che le piccole imprese vedano un futuro, allora il sacrificio è sopportabile, senza prospettiva i problemi sono molto difficili da superare: serve un cambio di passo, la copertura perlomeno dei costi fissi delle imprese e poter vedere uno sbocco futuro su cui far affidamento, quindi sostegno a medio e lungo termine, che sul decreto liquidità in parte c’è stato. Quando è iniziato questo dramma, non si pensava durasse così a lungo: siamo a un anno e se non accelera la politica dei vaccini, anche se c’è la possibilità di lavorare, le filiere lunghe s’interrompono, i fornitori subiscono lo stesso problema. Circa un terzo delle aziende a livello nazionale, ma il dato vale anche a livello locale, se non è peggiore, rischia di non ripartire: dietro a quelle aziende ci sono famiglie, posti di lavoro, economia: in provincia di Ferrara i due terzi dell’occupazione è nelle piccole e micro imprese a filiera lunga: quando l’ultimo anello non lavora, dietro ci sono fornitori e sub fornitori in condizioni di grandissima difficoltà. Quindi, servono indennizzi e indurre la chiusura con accelerazione sulle vaccinazioni».

«L’improvvisa, dolorosa notizia della morte dell’imprenditore di Renazzo riempie di tristezza, ennesima vittima di questa devastante crisi che, ad oggi, non è più possibile definire solo “economica”, giacché le difficoltà che porta con sé non riguardano soltanto le imprese ma gli stessi imprenditori, persone che hanno speso una vita per realizzare i loro sogni, il loro futuro e quello dei loro figli». Così Paolo Govoni, commissario straordinario della Camera di commercio, che aggiunge: «È il momento del silenzio, del raccoglimento e del rispetto per il dolore dei familiari, consapevoli però che non possiamo scuotere le spalle e andare avanti assistendo passivamente a queste vicende». —

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