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Promoteia, scenari di speranza Prevista la ripresa nel 2021

Promoteia, scenari di speranza Prevista la ripresa nel 2021

Il quadro economico dopo il disastoso 2020 segnato dalla crisi provocata dalla pandemia Focus sull’industria manifatturiera con Unioncamere, Intesa San Paolo e Confindustria 

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Lo scenario

Il 2020 è stato il peggior anno dal dopoguerra e il consuntivo è ancora provvisorio perché la causa che ne è all’origine, la pandemia e le conseguenti misure di protezione adottate nel tentativo di limitarne la portata, sono ancora in essere. Questo senza che ancora si possa individuare la conclusione della fase di emergenza.

Sarà possibile quantificare i veri effetti che la pandemia ha determinato sulla nostra economia solo quando il sistema economico riprenderà il suo corso naturale. Intanto c’è da notare come nel quarto trimestre del 2020 le conseguenze negative siano state più contenute rispetto ai trimestri precedenti, in particolare il secondo. Con riferimento al comparto industriale, grazie a un’indubbia capacità di ripresa e a un pronto rimbalzo dell’attività, l’anno 2020 si è chiuso con un calo della produzione al 10,4 per cento rispetto all’anno precedente, quindi una recessione meno grave di quella subita nel 2009 (allora - 14,1 per cento).

Secondo le previsioni Prometeia per il 2021 ci dobbiamo attendere una buona ripartenza della nostra economia, mentre nel 2022 il Pil dovrebbe tornare sui livelli del 2019. Sono questi alcuni dati dell’indagine congiunturale relativa al quarto trimestre 2020 sull’industria manifatturiera, realizzata in collaborazione tra Unioncamere Emilia-Romagna, Confindustria Emilia-Romagna e Intesa Sanpaolo.

Le diminuzioni

Il volume della produzione delle piccole e medie imprese dell’industria in senso stretto dell’Emilia- Romagna si è ridotto del 5,0 per cento rispetto all’analogo periodo del 2019. Il valore delle vendite è diminuito del 3,6 per cento, meglio decisamente rispetto al trimestre precedente (-6,2 per cento).

Il fatturato estero ha contenuto la correzione (-1,4 per cento), un alleggerimento più marcato rispetto al trimestre precedente (-4,2 per cento). Un elemento degno di attenzione si può individuare nel processo di acquisizione degli ordini, che limitato al - 2,0 per cento rispetto a 12 mesi prima, rispetto al - 5,2 per cento del trimestre precedente. Il grado di utilizzo degli impianti si è riportato al 72,5 per cento, un dato non più così lontano rispetto al livello riferito allo stesso trimestre del 2019 (pari al 75,4 per cento).

L’arretramento è evidente in tutti i settori industriali, anche se sono stati maggiormente colpiti quelli dipendenti dal mercato interno. Così anche l’industria alimentare ha fatto segnare un leggero passo indietro, anche se il più contenuto tra tutti i comparti: il fatturato si riduce appena dello 0,9%.

Unioncamere regione

«La leva per uscire dall’emergenza - dice Alberto Zambianchi, presidente di Unioncamere regionale - è la coesione tra le forze in campo in grado di interconnettere azioni coerenti sia con il piano per la ripresa nazionale, sia con la visione dell’Emilia-Romagna del futuro. Accanto a “politiche passive” necessarie per contenere il disagio, occorrono “politiche attive” mirate ad accompagnare le imprese a ripartire. Ci attendono mesi decisivi. C’è bisogno del contributo di idee e competenze di tutti e di tanto lavoro».

Intesa Sanpaolo

«I prestiti alle imprese - dichiara Cristina Balbo, direttore regionale Intesa San Paolo Emilia Romagna-Marche - continuano a crescere, con una forte accelerazione nel secondo semestre 2020. La dinamica sostenuta dalle erogazioni con garanzia pubblica. Fondamentale, per la ripresa, il ripristino degli investimenti».

Confindustria ER

«Aspettative di crescita per produzione e ordini - sostiene Pietro Ferrari, presidente di Confindustria Emilia Romagna - il sistema produttivo regionale mostra capacità di reazione e dinamismo. Per dare slancio alla ripresa occorre accelerare la campagna vaccinale, anche con il supporto delle imprese, e partire subito con gli investimenti pubblici e privati in infrastrutture, ambiente e energia». —

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