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«Scoperte tracce di sangue anche sull’auto incendiata»

«Scoperte tracce di sangue anche sull’auto incendiata»

Per la moglie di Riccardo questa particolare presenza avvalorerebbe la tesi che la morte dei due cugini non sarebbe stata volontaria

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RERO. Ci sarebbero tracce di sangue sull’utilitaria. A confermarlo Orianna Tosetto, la moglie di Riccardo Benazzi, citando indiscrezioni sugli accertamenti che sono continuati anche ieri mattina sull’auto incendiata al cui interno, sui sedili posteriori, sono stati trovati i cadaveri carbonizzati del marito e del cugino Dario.

Il rogo, dunque, potrebbe non aver cancellato tutte le possibili prove, e proprio da questo i costanti controlli che vengono effettuati, ormai da domenica sera, sulla macchina.

Ora quelle tracce di sangue saranno esaminate per capire a chi possano essere ricondotte. Ma la loro presenza, per la moglie di Riccardo, sarebbe ulteriore riprova che di suicidio non si tratta: il marito - dice - se avesse voluto mettere in atto propositi autolesionistici avrebbe avuto, anche in precedenza, tante altre occasioni, quindi «no, non si è suicidato».

Nonostante il calore intenso sprigionato dalle fiamme che hanno distrutto l’auto e quanto c’era nell’abitacolo, qualche traccia potrebbe infatti essere rimasta negli interstizi presenti nell’abitacolo della vecchia Polo e scampata all’incendio. Ed è proprio quello che gli investigatori ancora stanno cercando con gli accertamenti condotti sul veicolo. Compresa la eventuale presenza di possibili tracce chimiche - che sono caratteristiche di ogni elemento -, le quali possano anche ricondurre a quell’accelerante, quell’infiammabile che sarebbe stato usato per fare in modo che il fuoco potesse distruggesse tutto. Prove comprese. —

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