Stuprò una sedicenne Fissato il processo
Pesanti accuse contro un giovane nigeriano di 25 anni Dovrà rispendere di violenza sessuale e spaccio di droga
È accusato di aver stuprato una 16enne, alla quale aveva ceduto cocaina il giorno della violenza sessuale, e nelle settimane precedenti. Adesso, Elvis Omonghomion, 25 anni di origini nigeriane, dovrà presentarsi davanti al giudice per udienza preliminare Vartan Giacomelli con queste pesantissime accuse aggravate dalla minore età della vittima.
L’udienza
L’udienza è stata fissata al 17 marzo prossimo, come richiesto dalla procura, pm Stefano Longhi che ha seguito le indagini e anche chiesto e fatto svolgere un incidente probatorio per “congelare” le accuse della ragazzina: una procedura che consentirà di evitare di chiamare in aula a testimoniare ancora la stessa vittima per ricordare l’incubo di quella sera del 29 luglio scorso.
Quella sera aveva contattato il pusher, famoso nella cerchi dei ragazzini minorenni che fanno uso di cocaina, e visto che aveva avuto da lui in precedenza, in regalo o a credito, alcune dosi di cocaina, lo cercò anche quella sera per averne un’altra: Omonghomion, però, le chiese conto di tutte le altre dosi che le aveva ceduto a credito, e con l’inganno, la portò nella zona di via del Lavoro, dietro la stazione, dove tra alberi e arbusti la violentò.
Il fatto venne denunciato subito dalla ragazzina, che tornando poi verso la stazione, incontrò carabinieri ai quali spiegò sotto choc e in lacrime cosa le era capitato. Quindi partirono le indagini e un mese dopo grazie agli accertamenti dei carabinieri lo spacciatore-stupratore venne arrestato.
La ragazzina, anche se non sarà presente all’udienza, sarà rappresentata dall’avvocato Alessandro Felisati che assiste la famiglia costituita parte civile contro l’imputato che si trova in carcere.
E che al processo con il suo legale valuterà il giudizio abbreviato e chiudere subito il conto con la giustizia che si preannuncia pesantissima visti i reati, violenza sessuale su minorenne e spaccio di droga.
Un processo che verrà celebrato su un fatto circoscritto che tuttavia, come dicevamo, ha messo in luce il ruolo che aveva lo spacciatore, conosciuto da tutti come Bobby: “specializzato” nel vendere cocaina ai ragazzini ferraresi, che avvicina e “fidelizzava” (come si fa con le strategie di marketing) offrendo dosi gratis o a credito, per poi imporre ricatti e violenze.
Attorno a sé aveva costituito un giro di giovanissimi consumatori, adolescenti ferraresi, che lo conoscevano e si fidavano di lui. I carabinieri di Ferrara che avevano avviato subito le indagini erano arrivati a lui controllando tabulati e chat, ascoltato a lungo la 16enne e alcuni amici coetanei, dai quali era emersa la rete che Bobby si era costruito attorno. Per questo gli stessi inquirenti avevano lanciato un appello ai giovani consumatori: «chi sa o ha subito altri fatti, parli: non abbia vergogna di farlo». Un appello che vale ancora oggi visto che il fenomeno non è assolutamente diminuito. —
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