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Telecamere e tabulati al setaccio E anche i distributori della zona

Telecamere e tabulati al setaccio E anche i distributori della zona

I carabinieri a caccia di riscontri Anche su chi possa aver  comprato benzina con taniche: possibile accelerante  per bruciare l’auto delle vittime

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RERO. Da una parte gli esami tecnici, l’autopsia con tutte le verifiche che ne conseguono: l’estrazione del Dna dai corpi e soprattutto gli esami radiologici e quello della Tac per cercare e isolare, eventualmente, le cause della morte: lesioni ad ossa o altro inferte con oggetti contendenti oppure ogive di proiettile che potrebbero essere ancora trattenute dai corpi.

Non si fermano qui, ovviamente, le indagini dei carabinieri che battono sui tabulati delle vittime, Riccardo e Dario Benazzi, per verificare chi e quando possano aver chiamato nei giorni precedenti e soprattutto nella giornata di domenica scorsa quando i cugini Benazzi si sono recati a Rero, nei campi dove si trova l’impianto eolico che Riccardo sognava di fare funzionare, diventato la causa principale del suo dissesto umano e professionale.

Telefoni e tracce telefoniche (le famose “celle” che scattano e cambiano quando ci si muove) ma servono anche immagini, quelle dei video delle telecamere, private e pubbliche, della zona interessata che possano avere registrato movimenti strani. Tra queste verifiche, quelle sulle telecamere piazzate nei distributori di benzina, nell’eventualità che qualcuno possa essere andato alla pompa, per riempire una o più taniche di benzina. Guarda caso combustibile altamente infiammabile che potrebbe essere stato l’accelerante cosparso all’interno dell’auto e sui corpi dei cugini Benazzi, per trasformare la vettura su cui avevano viaggiato (guidata chissà da altri) e dove stati trovati nei sedili posteriori, in una torcia di fuoco, consumando tutto.

Distruggendo tutte le prove possibili all’interno dell’abitacolo e sui corpi. —

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