Abuso d'ufficio, chiesto il rinvio a giudizio della direttrice generale Asl
Ma l'inchiesta sui concorsi truccati si allarga: altri 30 indagati. Nuovo avviso di garanzia per la dirigente, tra i reati contestati dalla procura di Firenze c'è l'associazione a delinquere finalizzata all'abuso d'ufficio
C'è un nuovo filone nell'inchiesta aperta mesi fa dalla procura di Firenze sulle presunte irregolarità nella procedura di selezione per la chiamata di un professore associato di cardiochirurgia del dipartimento di medicina sperimentale dell'Università di Firenze, vicenda per la quale nei giorni scorsi è stato chiesto il rinvio a giudizio, per abuso d'ufficio, della direttrice generale dell'Asl di Ferrara Monica Calamai, all'epoca dei fatti dg dell'azienda ospedaliero-universitaria di Careggi. Nel corso dell'udienza preliminare l'accusa ha chiesto nel complesso nove rinvii a giudizio tra cui il rettore dell'Università Luigi Dei e il professor Pierluigi Stefano, al quale è stata poi assegnata la cattedra.
Ora però una memoria contenente nuovi accertamenti investigativi è stata depositata nel giorni scorsi dall'accusa, con un'altra quarantina di avvisi di garanzia, uno dei quali notificato alla stessa Calamai. I reati contestati, a vario titolo, sono quelli di associazione per delinquere finalizzata all'abuso d'ufficio, corruzione e induzione indebita a dare o promettere utilità. Secondo quanto appreso, le nuove indagini sono state effettuate dalla procura in relazione alla memoria integrativa presentata nei giorni scorsi da un cardiochirurgo di Careggi, parte lesa nel procedimento.
Secondo l'accusa, Calamai e Dei, avrebbero fatto pressioni perché il posto di professore associato fosse assegnato a Stefano, già direttore della Sod complessa di cardiochirurgia dell'Aou di Careggi, al fine di riunire nella sua persona la cardiochirurgia universitaria e quella ospedaliera. La procura ritiene che fosse stato posto in essere un sistema organizzato per pilotare i concorsi e l'assegnazione di cattedre e incarichi alla facoltà di medicina di Firenze. Diversi concorsi indetti tra il 2018 e il 2021, è la tesi dell'accusa, avrebbero avuto vincitori predeterminati. Sempre nei giorni scorsi la guardia di finanza, coordinata dal procuratore aggiunto di Firenze Luca Tescaroli e dal pm Antonino Nastasi, ha eseguito 43 perquisizioni, anche a carico di persone non indagate, e alcune acquisizioni di documenti.
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