Ex Carife, il vescovo: salvare la Fondazione Pressing sui rimborsi
I leghisti Tomasi e Cestari: prima i ristori, poi causa all’Ue Ferraresi (M5s): valutare l’ampliamento degli indennizzi
Pressing per risarcimenti agli ex azionisti Carife, piccoli soci e Fondazione Estense. A richiederli sulla scorta della stessa Abi sono i parlamentari ferraresi di Lega e M5s, ai quali si affianca l’arcivescovo Gian Carlo Perego che parla di «azione per rilanciare il nostro territorio gravemente ferito da un’ingiustizia che ha colpito le famiglie e quasi azzerato progetti sociali e culturali». È l’effetto della sentenza della Corte Ue su Tercas, che riconoscendo come legittimi gli aiuti Fitd alle banche bocciati nel 2015 dalla Commissione Ue, ha di fatto sancito che Carife poteva essere salvata. Resta da capire come risponderà il governo di Mario Draghi, che da presidente della Bce negò l’autorizzazione alla ricapitalizzazione Fitd della banca ferrarese.
l’arcivescovo
Perego trae due conclusioni da questa sentenza: «Concludere e integrare i rimborsi ai risparmiatori, ma anche salvare e rilanciare la Fondazione Estense (ex Carife, ndr), attraverso la quale il territorio ferrarese - in particolare modo il mondo dell’associazionismo, il mondo ecclesiale e le realtà culturali - possa ottenere una sorta di “rimborso” per quelle importanti risorse annuali (fino a 8 milioni di euro all’anno) che sono venute a mancare». La richiesta diretta è quindi «salvare e rilanciare la Fondazione Estense, attraverso un capitale che ne garantisca l’attività o un percorso di fusione con un’altra Fondazione dell’Emilia Romagna».
i partiti
A reagire per primi all’appello dei risparmiatori sono Emanuele Cestari e Maura Tomasi (Lega), e Vittorio Ferraresi (M5s). I leghisti ricordano che «da una sentenza di annullamento deriva, infatti, l’obbligo per l’istituzione che ha adottato l’atto, di disporre un “ripristino adeguato alla situazione del ricorrente”»; quindi «sarebbe opportuno venissero liquidati immediatamente gli indennizzi attraverso il Fir, quale anticipo risarcitorio», e lasciare al governo la pratica risarcitoria. Ferraresi evidenzia «il poco coraggio del governo di allora nei confronti dell’Ue», annuncia il coinvolgimento della Commissione banche e si dice «pronto, con il collega Alessio Villarosa, anche in coordinamento con gli altri ferraresi, a valutare l’ampliamento degli indennizzi». E anche Mauro Malaguti (FdI) preme per «risarcimenti». —
Stefano Ciervo
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