Il teatro piange Maria Teresa «Una presenza straordinaria»
L’attrice ferrarese che aveva scelto di vivere in Sudamerica si è spenta a 55 anni Il ricordo del regista Traitsis: «Donna generosa e modesta»
Maria Teresa Dal Pero, attrice e scrittrice teatrale ferrarese, si è spenta martedì a 55 anni dopo aver lottato contro una lunga malattia. Pilastro del Teatro de los Andes di Cèsar Brie, ha lavorato con alcuni tra i più importanti protagonisti del teatro degli ultimi decenni: oltre a Brie, il Living Theatre, la Compagnia Pippo del Bono, l’Accademia Ruku, Iben Nagel Rasmussen e il Teatro Nucleo. Per “Dove sarà questa notte” ha vinto in Messico il premio come migliore attrice del 2004. Nel 2006 ha portato in Europa lo spettacolo “Fragile”. Dal Pero aveva lasciato Ferrara all’inizio degli anni ’90 e, unendosi ad un gruppo di teatranti europei e sudamericani per andare a fondare un teatro in un piccolo luogo dove il teatro non c’era, arrampicato sulle Ande di Bolivia.
LA TESTIMONIANZA
Michalis Traitsis, regista e pedagogo di Ctu e Balamòs Teatro, l’ha ricordata con commosse parole d’affetto: «Era bella Maria Teresa, bella nella sua straordinaria presenza, intensa ma anche delicatissima, una voce meravigliosa e molto accurata, un’energia solida ma anche molto lieve, una personalità molto forte sul palcoscenico, quasi non la notavi fuori se non per le sue inconfondibili risate e battute spiritose. Era così Maria Teresa, generosissima in pubblico e molto riservata e modesta in privato. È passata cosi da questo mondo, senza lasciare tracce superflue se non la sua indistinguibile presenza energetica». E continua: «Credo di poter testimoniarlo, la sua malattia durava ormai da molti anni, combatteva con determinazione e stoicismo, ad un certo punto non poteva più seguire il suo lavoro in Bolivia ma aveva intrapreso un’altra attività qui, scriveva ininterrottamente e ha scritto fino all’ultimo. Vita piena, vita fatta di tante cose piccole, vita con momenti di felicità. Perché Maria Teresa è stata una persona estremamente vitale e sapeva essere felice trasmettendo la sua felicità anche agli altri. In queste giornate insonni mi risuona soprattutto la sua memorabile risatina. Che mi mancherà. Come anche i nostri progetti di teatro e di vita da amici e da compagni di viaggio». Sul sito della Nuova Ferrara la lettera integrale. —
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