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L'Emilia Romagna resta in zona arancione

L'Emilia Romagna resta in zona arancione

L'ordinanza del ministro della Salute cambia colore a Veneto, Friuli e Campania ma "risparmia" la nostra Regione. Intanto il Comune di Ferrara si tiene pronto per eventuali future restrizioni e riorganizza le scuole a misura di zona rossa

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FERRARA. L'Emilia Romagna resta in zona arancione. Il ministro Speranza ha firmato l'ordinanza che stabilisce il cambio di colore per Veneto e Friuli Venezia Giulia, che passano dal giallo all'arancione, e per la Campania che da arancione diventa rossa. Nessuna variazione dunque per l'Emilia Romagna che, con ogni probabilità anche in virtù delle restrizioni regionali istituite in alcuni territori (rosse le province di Modena e di Bologna con l'area metropolitana, arancione scuro per quella di Reggio e il comparto della Romagna), ha mantenuto la zona aranncione per i restanti territori di Ferrara, Parma e Piacenza.

Ma visto l'andamento dei contagi delle ultime settimane, il Comune di Ferrara sta rivedendo l'organizzazione delle scuole a misura di zona rossa, come spiega l'assessore Dorota Kusiak: "Scuole e servizi per L'infanzia sono "pronti a qualsiasi scenario per garantire sostegno alle famiglie e continuità agli alunni fragili". In caso di future nuove restrizioni sulle scuole "non lasceremo soli i genitori". Anzi, "stiamo organizzando i servizi in modo da rispondere alle necessità di chi, anche in caso di zona rossa, non può lavorare da casa".

Dunque, in vista di "possibili peggioramenti della situazione epidemiologica e delle possibili restrizioni che potrebbero mettere in forse la didattica in presenza anche per le scuole dell'infanzia e i nidi comunali- dichiara Kusiak- riteniamo fondamentale agire con tempestività per garantire soprattutto le categorie degli adulti e dei bambini, che sono state già colpite negli equilibri della gestione familiare e lavorativa dall'emergenza e dalle misure adottate".

E' già pronto un piano operativo "per garantire la didattica anche in presenza a tutti i bambini e a tutti gli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali, e siamo in contatto operativo con i dirigenti scolastici per organizzare le disponibilità ad agire sul territorio in modo coordinato". Inoltre, prosegue l'assessore, "stiamo raccogliendo le esigenze delle famiglie legate all'attivazione, per gli alunni con disabilità, della didattica in presenza piuttosto che a distanza", in modo da "prepararci a garantire un servizio di qualità anche nelle situazioni più gravi e più complesse, che richiedono un intervento domiciliare".

Per quanto riguarda, invece, la fascia Zero-sei anni, Kusiak annuncia che "stiamo lavorando per riorganizzare il servizio in modo da garantire la continuità dei percorsi educativi nelle modalità che ci saranno consentite, attraverso un progetto di 'legami educativi a distanza' e in presenza per tutti i bambini per i quali sarà attuabile, l'attività in presenza".

Sul punto, l'assessore fa sapere che "abbiamo anche sollecitato la regione a fornire maggiori dettagli per quanto riguarda il personale sanitario e le categorie dei lavoratori ritenuti indispensabili".

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