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Solo con lo Spid nuove carte d’identità «A me è scaduta e sono bloccato»

S.C.

Dall’1 marzo accesso obbligato all’Anagrafe I guai di un utente senza documento valido 

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il caso

La sua carta d’identità è scaduta mercoledì e per rinnovarla deve passare attraverso il sito del Comune prendendo un appuntamento tramite Spid, che dall’1 marzo è il sistema standard di accesso a tutte le prestazioni di Palazzo Municipale. Solo che il suo Spid, attivato da Poste italiane, è attualmente spento perché... la carta d’identità “sottostante” è appunto scaduta. Un vero e proprio loop quello contro il quale sta lottando da ieri mattina Emidio Peroni, un esercente di via Arianuova che si è trovato a sperimentare la migrazione digitale del Comune nel momento meno indicato. Forse la via d’uscita si potrà trovare nella vecchia mail e in qualche “rimedio” più o meno arrangiato, in attesa che il Garante della privacy dia l’autorizzazione al Comune di derogare: il suo caso è però emblematico delle difficoltà che incontrano i cittadini in questa transizione meno graduale del necessario.

il racconto

La disavventura di Peroni comincia ieri mattina, quando l’esercente, che aveva “testato” il suo Spid anche il giorno precedente in altri servizi postali, tenta di accedere alla pagina web del Comune per prendere un appuntamento. La schermata è di quelle raggelanti: «Autorizzazione fallita», è il messaggio che arriva dal PosteId, «il documento d’identità immesso risulta scaduto. Per continuare ad accedere ai siti dei fornitori di servizi aderenti a Spid, devi effettuare l’aggiornamento del tuo documento d’identità».

Comprensibile lo smarrimento dell’utente, che è aumentato quando ha avuto conferma telefonica dall’Anagrafe comunale dell’obbligo di accesso attraverso lo Spid. «L’unica alternativa proposta è stato l’invio di una mail con la richiesta di appuntamento, che sarebbe stato fissato non appena si sarebbe aperto un “buco” tra le prenotazioni online» spiega lo stesso Peroni, sconfortato il giusto.

gli sviluppi

A Palazzo Municipale confermano, peraltro, che la modalità di accesso anche ai servizi basilari come l’Anagrafe è lo Spid, e che solo in via eccezionale vengono consentiti ancora dei tentativi di accesso attraverso la mail. Questo perché il Decreto semplificazioni lo impone, pena pesanti sanzioni alle amministrazione inadempienti, e tra l’altro il Comune ha già subito controlli da parte della Guardia di finanza.

Anche ai Servizi informativi ci si rende conto delle difficoltà dell’utenza, e quindi è partita una richiesta al Garante della privacy di poter garantire per i soli servizi anagrafici l’accesso ancora attraverso l’autoregistrazione, quindi con password e username: sempre online, ma senza mettere di mezzo l’identità digitale.

Resta da capire come possono cavarsela gli utenti poco o nulla informatizzati. —

S.C.

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