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il caso a firenze 

Abuso d’ufficio, il pm chiede il processo per la direttrice Asl

Abuso d’ufficio, il pm chiede il processo per la direttrice Asl

L’inchiesta si allarga, nel secondo filone contestata l’associazione a delinquere Avviso per la dirigente Calamai per presunte irregolarità nei concorsi

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C’è un nuovo filone nell’inchiesta aperta mesi fa dalla procura di Firenze sulle presunte irregolarità nella procedura di selezione per la chiamata di un professore associato di cardiochirurgia del dipartimento di medicina sperimentale dell’Università di Firenze, vicenda per la quale nei giorni scorsi è stato chiesto il rinvio a giudizio, per abuso d’ufficio, della direttrice generale dell’Asl di Ferrara Monica Calamai, all’epoca dei fatti dg dell’azienda ospedaliero-universitaria di Careggi.

Nel corso dell’udienza preliminare l’accusa ha chiesto nel complesso nove rinvii a giudizio, inclusi il rettore Luigi Dei e il professor Pierluigi Stefano, al quale è stata poi assegnata la cattedra.

Ora però una memoria contenente nuovi accertamenti investigativi è stata depositata nel giorni scorsi dall’accusa, con un’altra quarantina di avvisi di garanzia, uno dei quali notificato alla stessa Calamai. I reati contestati, a vario titolo, sono quelli di associazione per delinquere finalizzata all’abuso d’ufficio, corruzione e induzione indebita a dare o promettere utilità. Secondo quanto appreso, le nuove indagini sono state effettuate dalla procura in relazione alla memoria integrativa presentata nei giorni scorsi da un cardiochirurgo di Careggi, parte lesa nel procedimento.

Secondo l’accusa, Calamai e Dei, avrebbero fatto pressioni perché il posto di professore associato fosse assegnato a Stefano, già direttore della Sod complessa di cardiochirurgia dell’Aou di Careggi, al fine di riunire nella sua persona la cardiochirurgia universitaria e quella ospedaliera. La procura ritiene che fosse stato posto in essere un sistema organizzato per pilotare i concorsi e l’assegnazione di cattedre e incarichi alla facoltà di medicina di Firenze. Diversi concorsi indetti tra il 2018 e il 2021, è la tesi dell’accusa, avrebbero avuto vincitori predeterminati. Sempre nei giorni scorsi la guardia di finanza, coordinata dal procuratore aggiunto di Firenze Luca Tescaroli e dal pm Antonino Nastasi, ha eseguito 43 perquisizioni, anche a carico di persone non indagate, e alcune acquisizioni di documenti.

La difesa

«Le contestazioni della procura di Firenze riguardano concorsi universitari, ma la mia assistita all’epoca dei fatti dirigeva un’azienda ospedaliera e relativamente a quei concorsi svolgeva dunque solo un’attività di programmazione nella quale è difficile avere margini di discrezionalità - spiega il legale della direttrice sanitaria, l’avvocato Gaetano Viciconte - Era invece l’Università a gestire tutta la parte esecutiva dei concorsi». Le accuse , aggiunge Viciconte - «sono molto generiche e riguardano diversi concorsi universitari senza specificare quali, né quali fossero i beneficiari. Si parla anche di “concorso morale”, ma non è chiaro in che modo e per quali episodi. Episodi in cui in ogni caso - conclude - la dottoressa Calamai aveva solo un ruolo di programmazione, perché la gestione era in capo all’Università». —

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