Barbieri aperti e pochi infermieri Cgil contro artigiani e Comune
I dati in peggioramento e le mosse di Fabbri fanno reagire il sindacato Cna e Confartigianato: la deroga per domani è una boccata d’ossigeno
la polemica
I dati in forte peggioramento anche nel Ferrarese, a dispetto del mantenimento della zona arancione, e la deroga all’apertura di barbieri ed estetiste, proprio in previsione di un lockdown che non c’è stato. Sono questi i due punti che accendono la polemica tra associazioni produttive e Cgil. Cna e Confartigianato hanno applaudito alla decisione del sindaco di Ferrara, Alan Fabbri, che ha aperto la strada anche ad altre amministrazioni del territorio, «una boccata d’ossigeno per i titolari e i loro numerosi dipendenti. Dopo i due mesi e mezzo di chiusura totale del 2020, il settore servizi alla persona ha adottato rigorosi protocolli di sicurezza. La priorità è senza dubbio la salute - hanno ribadito i due direttori Diego Benatti e Paolo Cirelli - ma proprio per questo risulta fuori luogo e piuttosto sgradevole l’ironia utilizzata su Fb (della Funzione pubblica Cgil, ndr) per commentare le scelte di Fabbri».
La Cgil affida la sua posizione al segretario Cristiano Zagatti. Partendo dalla situazione esposta nell’ultima Conferenza sanitaria («siamo ad un passo dalla sospensione di tutta l’attività ordinaria degli ospedali e ci viene spiegato che si bloccheranno tutte le visite non urgenti come gli interventi chirurgici»), per un affondo di questo tenore: «Questo quadro è un pugno nello stomaco per i molti che hanno sottovalutato la situazione pur avendo precise responsabilità istituzionali e strumenti per ridurre la diffusione del contagio. Assistere al tentativo di strumentalizzare la posizione della Cgil è ancora una volta segno di pochezza intellettuale». Zagatti rivendica di aver chiesto ad ogni seduta del Comitato «di rafforzare le misure di controllo sull’utilizzo dei presidi e maggior decisione nell’evitare assembramenti nei luoghi pubblici, fino alla richiesta di adottare ogni misura utile per evitare la chiusura di attività commerciali. Questo significa voler tutelare concretamente tutti i lavoratori e i cittadini e garantire l’attività ai commercianti comprese parrucchiere, estetisti e tatuatori».
II rappresentante della Cgil mette poi in fila le richieste: «Costruire un sistema di ammortizzatori sociali che possa tutelare anche quei lavoratori che ne sono sprovvisti», anzitutto, ma anche «ricercare accordi con gli istituti di credito, i fornitori di energia, per sostenere lavoratori e imprese». Poi un tema sul quale si stanno spendendo molto i rappresentanti dei lavoratori a tutti i livelli: «Prevedere percorsi affinché i congedi parentali possano essere fruiti da tutti i genitori che necessitano di accudire i figli ricercando soluzioni con il sindacato e le rappresentanze datoriali». Poi una stoccata a Fabbri, «scrivere alla Regione dopo un anno di pandemia, ricordare di aver, tardivamente, “sollevato per primo il problema della carenza d’infermieri” può servire ad alleggerire le coscienze e poco altro». —
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