Confermate le ferite alla testa e all’addome Si indaga sui tempi
Continua l’autopsia sul corpo di Rossella Placati L’ex compagno è uscito dall’ospedale ed è stato portato in carcere in isolamento
bondeno. Ci vorranno alcuni giorni prima di avere delle risposte dall’esame autoptico sul corpo di Rosella Placati, 50 anni, barbaramente uccisa a casa sua il 22 febbraio. L’autopsia è iniziata giovedì ma, naturalmente, è molto presto per arrivare a capire e i periti stanno portando avanti un lavoro certosino e difficile. Al momento è solo stato confermato che la donna è stata colpita alla testa e sotto la mammella sinistra, ma sui tempi e le modalità c’è ancora da attendere.
l’arma
Non è stata trovata l’arma o le armi del delitto che, a quanto pare, si potrebbero anche trovare in casa, però bisogna prima capire con che tipo di oggetto la donna è stata uccisa.
Doriano Saveri, ex compagno della vittima (si stavano lasciando) e unico indagato, è stato dimesso ieri dall’ospedale. Aveva una ferita in testa quando è stato ricoverato, un gesto di autolesionismo che si è procurato in carcere ed è rientrato in cella dove si trova in isolamento per motivi di sicurezza sanitaria perché rientrando dall’ospedale scattano i protocolli Covid.
Il suo legale, Sergio Pellizzola, ha spiegato che «è molto provato», quindi uno dei motivi per l’isolamento potrebbe essere anche questo, considerato che ha già tentato di togliersi la vita. Nei giorni scorsi Saveri ha avuto un incontro con uno psicologo.
i prossimi passi
Giovedì si è svolta l’autopsia in incidente probatorio. Il quesito per l’incidente probatorio è molto dettagliato e riguarda la causa di morte in relazione al colpo in testa, alle ferite sul costato e ad altre possibili cause che potrebbero confermare l’ipotesi accusatoria. Il quesito riguarda anche indumenti trovati sul luogo del delitto ed eventuali macchie di sangue. Capire a che ora Rossella Placati è morta è fondamentale. Soprattutto, i periti dovranno stabilire se ha perso la vita subito oppure se è stata lasciata morire lentamente e dunque si sarebbe potuta salvare se qualcuno avesse chiamato i soccorsi in maniera tempestiva. L’allarme è stato dato alle 8.30 di lunedì dallo stesso Saveri che si è presentato in caserma dai carabinieri. Ma non ha mai confessato. —
An. Bo.
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