Biogas, incentivi prorogati «Più tutela per l’ambiente»
Nel Ferrarese sono in funzione trenta i mini impianti nati un decennio fa Confagricoltura: «Forte contributo per ridurre le emissioni di anidride carbonica»
Da Confagricoltura arriva un plauso per la proroga anche per il 2021 degli incentivi agli impianti di produzione di energia elettrica alimentati a biogas, con potenza non superiore a 300 kW e facenti parte del ciclo produttivo di un’impresa agricola e di allevamento. «Fortemente sollecitato da Confagricoltura, questo risultato sottolinea l’importanza strategica delle bioenergie, un modello di sviluppo che mette al centro la sostenibilità, l’economia circolare e l’innovazione tecnologica».
È quanto sottolinea Nicola Gherardi, ferrarese e componente di giunta nazionale di Confagricoltura, già presidente di Confagricoltura Ferrara e attuale presidente della Fondazione per l’Agricoltura Fratelli Navarra e del sindacato Affittuari conduttori in economia di Confagricoltura Ferrara. Gherardi, che è stato uno dei precursori per lo sviluppo di agroenergie su tutto il territorio nazionale afferma: «La Germania è uno dei più grandi mercati al mondo di biogas assieme a Italia e Cina. In Italia si contano quasi duemila impianti e più di 12mila occupati. La norma è di fatto parte integrante delle linee guida del governo verso la produzione di energia pulita e sempre più green, a conferma di come gli impianti di produzione di energia elettrica alimentati a biogas rappresentino un ulteriore elemento di continuità verso un’economia circolare. Una decisione – prosegue Gherardi – che permetterà di continuare ad accedere agli incentivi previsti per l’energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili diverse dal fotovoltaico e dall’eolico, a conferma del ruolo centrale che l’agricoltura può rivestire nella transizione energetica ed ecologica del Paese. Possiamo dire che un altro passo è stato fatto in termini di sostenibilità, impatto ambientale e, non ultimo, creazione di posti di lavoro. I trenta impianti a biogas presenti in Provincia di Ferrara – precisa Gherardi – sono nati circa un decennio fa e hanno una potenza elettrica di 1Mw (1.000kW) in linea con le norme allora vigenti; non usufruiscono quindi degli incentivi. Dal 2022 diventerà obbligatoria la copertura delle vasche di stoccaggio dei liquami in ottemperanza alle nuove direttive europee inerenti il clima. Il territorio ferrarese non vanta molti allevamenti zootecnici, ma il rinnovo degli incentivi a favore di impianti a biogas fino a 300Kw potrebbe significare, per molti piccoli allevamenti della provincia, un’opportunità per coniugare attività d’impresa e tutela dell’ambiente, nel rispetto di norme sempre più stringenti del settore zootecnico. Insieme al presidente di Anb Guglielmo Garagnani stiamo lavorando a un modello idoneo per le aziende attraverso ogni canale utile di innovazione, che valorizzi i sottoprodotti di scarto agricolo e riduca tassativamente le emissioni di anidride carbonica. La digestione anaerobica contribuisce in modo significativo alla riduzione di emissioni di gas serra, e il comparto del biogas potrebbe diventare un riferimento per il sistema zootecnico e degli allevamenti in genere e offrire una lungimirante diversificazione dell’attività imprenditoriale. I mini impianti per il biogas possono contribuire al raggiungimento del Green Deal Ue, la tabella di marcia per raggiungere la neutralità climatica in Europa entro il 2050. È importante, quindi, proseguire su questa strada». —
Andrea Tebaldi
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