Bufera sul vicesindaco Il gruppo di minoranza chiede le dimissioni
Alla base dei malumori un potenziale conflitto di interessi «In quella delibera coinvolta la società di un suo parente»
LAGOSANTO. «Chiediamo le dimissioni del vicesindaco Giacomo Esposito». Il gruppo consiliare “Lagosanto verso il Domani” torna sulla vicenda che ha visto coinvolto il vicesindaco laghese sul tema di un potenziale conflitto di interessi. In nome, si legge in una nota inviata dal gruppo, «della trasparenza nell’esercizio del ruolo di amministratore pubblico, che per noi viene prima della persona stessa che lo ricopre, perché a rappresentanza di un’intera comunità».
Motivo delle contestazioni «come emerso dalle sue stesse parole in consiglio comunale in videoconferenza, ma non chiarito al momento della votazione perché improvvisamente “disconnesso”, mina inevitabilmente le fondamenta della trasparenza e imparzialità del suo ruolo di amministratore pubblico».
le contestazioni
In particolare, “Lagosanto verso il Domani”, sottolinea come non possa esserci dubbio sul fatto che «qualcuno abbia partecipato alla discussione e alla votazione di una delibera, la quale riguardava una variazione al regolamento urbanistico edilizio, pure in presenza di un potenziale conflitto di interessi, in quanto vi era interessata una società di un parente molto stretto del vicesindaco Esposito, proprietaria di alcuni terreni».
Ma “Lagosanto verso il domani” punta il dito anche contro il sindaco, Cristian Bertarelli: «Riteniamo incomprensibili e incoerenti anche le motivazioni date dal primo cittadino durante la seduta consigliare, che non ha riconosciuto il tema del potenziale conflitto di interessi pur avendolo in precedenza rilevato nella sua risposta al Prefetto a seguito della nostra richiesta di ritiro della delibera in sede di autotutela». E rincarano la dose affermando che «il sindaco ha l’obbligo di chiarire pubblicamente questa vicenda, dal momento che è responsabile politicamente delle nomine dei componenti della sua giunta, vicenda che presenta ancora tanti lati non chiari».
l’esposto
Ed il gruppo consiliare di minoranza tira ancora il ballo la prefettura, dallo stesso coinvolta con la presentazione di uno specifico esposto. Perché «Nella risposta al prefetto, il sindaco parla di “riadozione della delibera nel rispetto della normativa in tema di astensione”, implicitamente presupponendo una violazione di tale normativa, mentre durante il consiglio comunale non ne fa cenno. Risulta evidente «che la normativa non era stata rispettata, avendo il vicesindaco partecipato ad una votazione (il 30 dicembre 2020; ndr) quando avrebbe dovuto astenersi su una delibera riguardante interessi propri o di parenti». —
Pg.F.
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