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la tragedia di rero 

Cambia lo scenario I cugini raggiunti da colpi sparati dall’esterno dell’auto

Cambia lo scenario I cugini raggiunti da colpi sparati dall’esterno dell’auto

Tracce di ferite di arma da fuoco su entrambi i cadaveri L’impianto eolico è tuttora di proprietà della società Gaia

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CODIGORO. Uccisi a colpi di arma da fuoco provenienti dall’esterno dell’auto. È uno scenario completamente diverso quello che emerge dai primi risultati dell’autopsia sui cadaveri carbonizzati di Riccardo e Dario Benazzi, i due cugini trovati morti la sera di domenica 28 febbraio in una macchina data alle fiamme nelle campagne di Rero. È la pista del duplice omicidio quella che viene accreditata dagli accertamenti tecnici disposti dal pm Lisa Busato e che hanno evidenziato su entrambi i corpi tracce altamente compatibili con ferite di arma da fuoco, oltre che sostanze riconducibili a polvere da sparo sia all’interno dell’abitacolo che nei terreni circostanti. L’attenzione degli inquirenti si è concentrata anche ad ampio raggio sull’area attorno al luogo del ritrovamento, dove sono stati recuperati anche alcuni bossoli ed è stata riscontrata la presenza di tracce di sangue.

le indagini

Gli esami su quello che resta dei corpi dei cugini Benazzi vanno avanti. Come anticipato nei giorni scorsi, Fra i primi esami l’estrazione del Dna sui cadaveri e, soprattutto, la Tac che dovrà “leggere” se all’interno dei corpi vi possano essere ogive di proiettili che hanno ucciso i due cugini. E ancora, gli altri esami radiologici dovranno valutare se le ossa del corpo abbiano subito o meno traumi e lesioni. Basterebbero solo questi esami per avvalorare sempre più la pista del duplice omicidio.

I due potrebbero essere stati uccisi nel campo, a un chilometro dal punto in cui poi è stata trovata l’auto con i loro corpi, in uno spiazzo adiacente ma difficilmente accessibile e visibile: da qui l’ipotesi che l’auto possa essere stata spostata dal primo punto, dove sono le tracce di sangue, al secondo punto dove tutto è diventato una torcia di fuoco, che ha distrutto tutto, reperti, prove e corpi dei due cugini, anche se altre tracce di sangue sarebbero state repertate nell’auto e che dovranno essere analizzate. Tracce che non sono state cancellate dal fuoco.

l’impianto

Ma cosa ci facevano i Benazzi in quel campo? Riccardo Benazzi aveva avuto a che fare con la società Gaia e con il progetto di un impianto eolico, di cui la stessa Gaia è unica ed esclusiva titolare del brevetto per un nuovo sistema di produzione dell’energia elettrica che sfrutta la forza del vento, anche a bassa intensità.

Inventori del brevetto furono appunto Riccardo Benazzi e Davide Pelizzari, ma lo stesso venne conferito alla società fin dal 2014. Una prima “bozza” di impianto si trova appunto in un terreno dove Riccardo Benazzi si recava spesso, molto spesso nell’ultimo periodo perché la sua intenzione, a detta di chi gli stava vicino, era quella di riprendersi il suo impianto. Che però, piccolo particolare, è ancora di proprietà di Gaia, mentre il terreno è di proprietà della società agricola Gramadora e Benazzi non aveva avuto alcuna autorizzazione a entrare in quell’area privata. Chi c’era quel giorno con i cugini Benazzi? E, soprattutto, Riccardo perché ultimamente andava spesso a Rero pur consapevole che non ce l’avrebbe mai fatta a portare via un impianto di quella portata? —

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