Cattivi odori nell’aria Il comitato non ci sta e “richiama” i sindaci
«Ormai la puzza è presente 24 ore su 24 e tutto l’anno» La richiesta è quella di una centralina di monitoraggio
BRAZZOLO. Il problema dei cattivi odori nella zona della frazione di Brazzolo continua a fare discutere. Soprattutto in alcune ore del giorno l’aria è molto pesante e il Comitato locale “Per vivere meglio” torna a rivolgersi ad Arpae regionale in primo luogo e quindi chiede l’attenzione anche dei Comuni del territorio, Tresignana e Copparo e, visto il confine a due passi, anche di Jolanda di Savoia.
l’intervento
Del comitato sono referenti fra gli altri, Giorgio Beccati, Luciano Passarelli e Elio Paganini. «Ancora non si è capito o non si vuole capire che il problema esiste – dicono con forza dal comitato –. Il disagio è reale e a quanto pare anche pericoloso non solo per chi abita in prossimità delle fonti di emissione, ma per tutta la comunità del Comune di Tresignana. La puzza è presente 24 ore su 24 e per tutto l’anno, ovviamente con delle variazioni d’intensità dovute alle periodiche aperture degli sfiati degli impianti (biogas, allevamento polli) e, soprattutto, alla direzione delle brezze o dei venti che sono variabili, ma che spirano con predominanza da est-nord-est».
massima attenzione
In particolare, Giorgio Beccati a esempio sottolinea che «su questi temi, abbiamo riscontrato forte attenzione da parte del sindaco di Tresignana, Laura Perelli. Il comitato “Per vivere meglio” ha inquadrato perfettamente il problema ma tutte le autorità competenti, sia quelle che hanno dato il benestare per la costruzione soprattutto per l’allevamento di polli, sia quelle che devono monitorarne il funzionamento in modo corretto, in armonia con le numerose normative vigenti in materia (comunitarie, nazionali, regionali, comunali) hanno disatteso i loro compiti, e adesso rispondono facendo quadrato, ovvero che sono stati effettuati i controlli necessari e che tutto è in regola, salvo qualche piccola sbavatura».
Il comitato chiede, dunque, «Almeno una centralina di monitoraggio della qualità dell’aria. Se è una questione di soldi, possiamo fare una colletta o vale il principio, più volte sbandierato dall’Arpae, che esistono già centraline in punti precisi del territorio previsti dal piano regionale?». —
Franco Corli
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