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Frutticoltori, l’appello Senza agrofarmaci prodotti in pericolo

A.T.

I meli sono infestati dall’afide lanigero Una speranza anche dalle biotecnologie 

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il caso

I frutticoltori sono in allarme. «Ancora una volta noi frutticoltori ci troviamo ad affrontare, anzi direi a subire, le conseguenze di decisioni altrui», afferma Lorenzo Chiericati, componente della giunta esecutiva di Confagricoltura Ferrara e produttore frutticolo, che prosegue: «Il processo di revisione Ue sugli agrofarmaci utilizzabili in agricoltura, ha di fatto tolto la maggior parte delle molecole attive contro le fitopatie. Una revoca decisa senza che fossero individuate possibili e sostenibili alternative, ne sono testimoni le criticità fitosanitarie manifestatesi in queste ultime annate nel comparto delle pere; ora un altro nemico temibile e insidioso sta attaccando anche i frutteti di melo. I nostri frutteti stanno subendo un attacco sempre più massiccio da parte di un afide, l’afide lanigero, un temibile parassita del melo presente in ogni parte del mondo; di origine nordamericana poi diffusosi probabilmente tramite portainnesti di melo infestati».

Questo afide, a differenza di altri patogeni, sopravvive al gelo moltiplicandosi a ciclo continuo, di anno in anno. «Sverna sui meli trovando riparo nelle fessure e sotto la corteccia della parte basale di giovani piante – spiega Chiericati – e in primavera riprende l’attività prolungandola fino all’autunno inoltrato. Verso la fine di maggio si manifesta con una lanuggine bianca e appiccicosa, che poi sale sui rami fino alle foglie e infine ai frutti, rendendoli invendibili. I meli inoltre si indeboliscono diventando più recettivi ad altre gravi fitopatie, in particolare cancri di origine fungina. La beffa è che nelle nostre zone, a causa dell’alta densità di lepri, mettiamo cilindri alla base dei fusti a protezione dei giovani tronchi, per evitare che i denti dell’animale rosicchino e distruggano la corteccia per arrivare ai delicati tessuti sottostanti. Purtroppo questi cilindri si stanno rivelando ricettacolo di batteri, muffe e insetti. Abbiamo bisogno di agrofarmaci utili a difendere i nostri frutteti, così come i farmaci hanno garantito la salute dell’uomo nei secoli. Se da un lato l’agricoltura dovrà sfamare miliardi di persone, dall’altro è in atto da tempo un’assurda demonizzazione sull’uso degli agrofarmaci. Urge sempre di più il ricorso alla scienza – conclude Chiericati – e a questo proposito le nuove biotecnologie rappresentano la svolta da tutti auspicata, in grado già oggi di dare risposte concrete alla sostenibilità e un futuro per noi frutticoltori. Ci venga concesso di utilizzarle». —

A.T.

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