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La Confesercenti «Passo indietro di 24 anni del Pil»

Marcello Pulidori
La Confesercenti «Passo indietro di 24 anni del Pil»

Il presidente Scolamacchia  e il direttore Osti chiedono  al Governo di porre mano alla svelta al Dl Sostegni: «Nessun colpo di spugna sulle perdite»

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Marcello Pulidori

Sono dati impressionanti quelli che ieri ha fornito Confesercenti in merito alle vicende economiche legate alla pandemia. In 12 mesi di restrizioni sono andati perduti 183 miliardi di pil, e 137 miliardi di consumi; la spesa delle famiglie italiane, sempre secondo i dati della Confesercenti, è tornata ai livelli del 1997. Il dossier elaborato dall’associazione dei commercianti è impietoso: «Da emergenza sanitaria a catastrofe economica – sentenzia Alessandro Osti, direttore di Confesercenti Ferrara – Per l’economia e le imprese, il bilancio del primo anno di pandemia è un bollettino di guerra: dal primo lockdown alla seconda ondata, dodici mesi di convivenza forzata con il virus sono costati all’Italia una riduzione di 183 miliardi di euro del Pil e di 137 miliardi per i consumi, di cui – dice ancora Osti – 36 da addebitare all’assenza di turisti. Una catastrofe che ha già “licenziato” 262mila lavoratori autonomi e che non è ancora terminata: se non arriveranno sostegni adeguati, nel 2021 rischiano di cessare l’attività altre 450mila imprese». Osti prosegue nel suo libro delle doglianze: «La perdita di consumi è stata causata, in primo luogo, dalle restrizioni alle attività e al movimento delle persone attuate per contenere la diffusione del virus, dal lockdown alla classificazione per zone e fasce di rischio per regione. Considerando solo i servizi di mercato – dice ancora Osti – durante questo anno di pandemia più di 2 milioni di aziende sono state sottoposte a limitazioni, per periodi differenti per regioni e attività: i pubblici esercizi nella nostra regione sono rimasti chiusi 119 giorni». Numeri, appunto, impressionanti.

«Il Governo – aggiunge il presidente della Confesercenti di Ferrara, Nicola Scolamacchia – si appresta a varare il dl Sostegni. La bozza attualmente circolante, però, se confermata, rappresenterebbe un’ulteriore beffa per molte imprese. Sebbene sia positivo il superamento del codice Ateco come criterio di selezione delle imprese – conclude Scolamacchia – troviamo inaccettabile il colpo di spugna sulle perdite subite dalle imprese nel 2020 e mai ristorate. Chiediamo che si corregga la linea: ci sono migliaia di imprese in attesa». —

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