«La tua nuova casa sarà il paradiso degli artisti»
Applausi, lacrime e ricordi per l’amato professore Zampoli Il saluto: la sua morte lascia un vuoto enorme nel cuore
COMACCHIO. Il portone di ingresso del santuario di Santa Maria in Aula Regia, ieri pomeriggio, è stato tappezzato da tanti i messaggi di affetto applicati su alcuni manifesti, dipinti dagli alunni di Giovanni Zampoli. All’ultimo saluto dell’amato insegnante di educazione artistica, in servizio all’istituto comprensivo di Porto Garibaldi, hanno partecipato rappresentanze di alunni, docenti, personale non docente di Porto Garibaldi, Comacchio, Mesola, dove insegna la moglie Rosa Anna Esposito, pure lei docente d’arte. «Grazie prof. Zampoli per averci insegnato così tanto in così poco tempo. Non verrà mai dimenticato!». E poi ancora «grazie prof. Zampoli per tutti i sorrisi che ci ha regalato, grazia per averci acculturato, ma grazie soprattutto per essere stato il nostro insegnante, resterà sempre nei nostri cuori».
le parole
Dopo pochi mesi di malattia, come ha sottolineato durante l’omelia padre Stefano Miotto, Giovanni Zampoli ha lasciato all’improvviso familiari, parenti, amici, colleghi e gli amati alunni. «La sua morte lascia un vuoto nel cuore – ha ammesso padre Stefano –, il quale deve essere colmato dalla fede e dalla preghiera, perché la morte è un passaggio alla vita eterna, che non distrugge i vincoli d’affetto instaurati nella vita terrena, ma li rinsalda».
Accanto alla moglie Rosa Anna e ai figli Francesco e Daniele, si sono stretti anche gli scout dei gruppi Porto Garibaldi 1 e Comacchio 1, di cui quest’ultimo fa parte. Commosso e toccante il ricordo della dirigente scolastica dell’istituto comprensivo di Porto Garibaldi, Maria Gaiani, che ha definito il compianto insegnante, deceduto tre giorni fa, a soli 64 anni, al culmine di una breve malattia, «stilla della luce dell’arte».
la scuola
«Una studentessa ha pubblicato un commosso ricordo – ha detto la dirigente scolastica –, evidenziando che il professore è una figura che resta sempre parte della tua vita. C’è tanto di lei, in questo ricordo, perché lei è stato un professore di luce e colori. Voglio salutarla, – ha aggiunto Maria Gaiani –, con un armonioso abbraccio, come la danza di Matisse e come l’abbraccio di Klimt e quello delle galassie di Van Gogh. Ci piace pensarla nel paradiso degli artisti. Faccia buon viaggio».
Il fragoroso applauso dei tanti che hanno assistito in attonito silenzio e in un dolore composto le esequie funebri, ha accompagnato la bara dello stimato architetto ed insegnante dal sorriso, sino all’esterno del santuario. —
Katia Romagnoli
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