Picchia la moglie incinta davanti ai quattro figli
Per il 41enne violento emesso divieto di avvicinarsi alla donna e ammonimento del questore. Dopo anni di vessazioni
Marcello Pulidori
Non ha esitato a colpire la moglie con dei pugni, benché incinta e a terra, davanti ai quattro figli minori, procurandole lesioni gravi. Protagonista della vicenda un 41enne residente in provincia raggiunto da un ammonimento del questore. Nei confronti dell’uomo, subito allontanato dalla casa familiare, è stata avviata un’indagine attraverso la procedura del codice rosso, conclusa con l’emissione da parte del gip di Ferrara della misura cautelare personale del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla consorte. La donna ha raccontato alla Polizia di avere subito per anni vessazioni psico-fisiche a causa dello stato di alterazione del marito che spesso si presentava a casa ubriaco. L’ultimo episodio circa due mesi fa quando l’uomo, rientrando a casa ancora una volta ubriaco, a seguito di una lite per futili motivi, ha aggredito la moglie, incurante dello stato di gravidanza, colpendola con dei pugni – davanti ai quattro figli minorenni – anche quando la donna si era accasciata a terra.
Nonostante la nuova normativa, che punisce la violenza sulle donne, sono ancora tanti, troppi i casi che si registrano. Dati che la questura puntualmente fornisce e che sono elaborati giorno per giorno.
Il questore, con la misura dell’ammonimento, ha intimato all’uomo di desistere da comportamenti e atti che possano mettere in pericolo l’incolumità o la sicurezza fisica o psicologica dei familiari, informandolo sui contenuti del “Protocollo Zeus”, che prevede un percorso di trattamento per gli autori di tali condotte al fine di interrompere una rischiosa escalation e favorire un recupero dell’autore del reato. Di fronte a questo dramma sociale e culturale, ribadiscono anche in queste giornate dedicate alle donne gli operatori della questura, non basta l’attività operativa e di indagine. Serve un deciso cambiamento culturale al quale, sottolineano in corso Ercole d’Este, partecipa anche la Polizia di Stato, rendendosi promotrice di un’attività di rete tra gli attori coinvolti, quali forze di polizia, centri anti-violenza, operatori sanitari, autorità giudiziaria, associazioni e media. Ribadito l’appello da parte del questore Cesare Capocasa rivolto alla donna vittima di violenza: «Non sei sola, noi ci siamo sempre». –
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