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«Ex Carife, l’Europa non c’entra: colpa del governo Renzi»

I sindacalisti Cgil dopo la sentenza Tercas Marattin? Faccia autocritica nel merito 

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La polemica

La sentenza della Corte Europea su Tercas e per estensione la possibilità di salvare l’ex Carife «conferma che Ferrara è stata il laboratorio della più scellerata alchimia perpetrata contro una banca e, in extenso, contro un territorio. La responsabilità del capolavoro è tutta italiana. Chi ha pagato, per adesso, sono solo i risparmiatori e i lavoratori della ex Carife». A denunciarlo sono Nicola Cavallini, segretario nazionale Fisac Cgil del gruppo Bper, e Samuel Paganini, segretario Fisac Cgil. A differenza del caso Tercas, per il quale Bruxelles si oppose formalmente all’intervento Fitd, «per Carife – dicono i due sindacalisti – la Commissione Europea scrisse una lettera in cui suggerì all’Italia una strada alternativa: quella di creare all’interno del Fitd uno “schema volontario” di intervento che avrebbe permesso di evitare la censura di “aiuto di Stato”. Un escamotage suggerito il 19 novembre 2015. Il 22 novembre 2015, quattro giorni dopo, il Governo decretò la risoluzione di Carife, senza attendere la creazione dello “schema volontario”». Qualche settimana dopo quel sistema servì a ricapitalizzare la Cassa di Risparmio di Cesena, che evitò la fine di Carife.

Aldilà della «amara constatazione sulla diversa capacità di difendere i propri territori mostrata dagli eletti ferraresi rispetto ai romagnoli», ragionano i due, «nel caso di Carife l’Europa non c’entra nulla: infatti appare arduo adesso impostare una strategia risarcitoria, a meno che la stessa non si rivolga contro lo Stato italiano. Quello che è stato fatto a Ferrara (e nelle altre tre banche “risolute”), non è più stato ripetuto».

Poi c’è l’affondo contro Luigi Marattin, presidente della Commissione bilancio della Camera, che si è schierato per richieste di risarcimento Ue e confessato all’epoca della risoluzione una «mancanza di empatia» nei confronti dei risparmiatori: «Nessuno dubita che Carife fu mal gestita dai propri vertici», dicono i due che, citando il benedettino tedesco Anselm Grün, annotano però che «l’empatia va provata nel momento in cui la situazione lo richiede, escludendo così un’empatia a scoppio ritardato. È comunque apprezzabile l’atto di chi ammette un errore: sarebbe ancor più apprezzabile se l’autocritica di un puntiglioso analista come il prof. Marattin riconsiderasse il merito della vicenda, che è stata sempre rappresentata in maniera fuorviante, come quando Marattin precisa che il ricorso Tercas fu presentato proprio dal governo Renzi. È proprio questo il problema: il governo Renzi non avrebbe mai potuto presentare ricorso sul caso Carife, perché avrebbe dovuto ricorrere contro sé stesso». —

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