La crisi pandemica sferza le imprese al femminile
I dati della Camera di commercio: l’anno scorso hanno chiuso 100 aziende Negozi e operatori turistici in difficoltà. Tengono per ora le agenzie di viaggio
Marcello Pulidori
Le imprese ferraresi a maggioranza femminile e guidate da donne vivono un momento di grande difficoltà dovuto soprattutto alle conseguenze della crisi che evidentemente sulle donne e il loro lavoro incide più pesantemente. Quattro le tipologie di intervento che chiedono le donne imprenditrici: formazione e sostegno per cogliere la sfida del digitale; misure di supporto mirate alle loro esigenze; maggiore attenzione all’occupazione femminile; adozione di misure che non rendano vani gli sforzi compiuti durante la pandemia. Le restrizioni frenano la tenuta delle imprese femminili ferraresi: a fine 2020, infatti, l’Osservatorio dell’economia della Camera di commercio registra un calo del 1, 16%, pari a 93 attività in meno rispetto al 2019. In provincia di Ferrara, dunque, le imprese guidate da donne sono 7. 926, pari al 23% (a fronte del 22% dell’Italia e del 20, 8% dell’Emilia-Romagna) del totale delle imprese. E sebbene il tessuto produttivo femminile resti comunque mediamente più giovane di quello maschile, le aziende guidate da donne con meno di 35 anni riducono la loro incidenza di 778 unità (–29 rispetto al 2019). Commercio e attività legate al turismo scontano i veri danni della pandemia: 36 le imprese femminili in meno rispetto al 2019, mentre si registrano –35 unità nei settori alloggio e ristorazione. Diminuiscono, inoltre, le imprese femminili agricole, (-9 unità) e le attività del gruppo “Altri servizi”, che comprendono quelli alla persona (– 10 imprese). Tengono, seppure a fatica, i comparti manifatturiero, noleggio, agenzie di viaggio, servizi di supporto alle imprese, costruzioni e le attività finanziarie e assicurative. Continua al contrario la crescita di alcuni settori, a partire da quelli a maggior contenuto di conoscenza come le attività professionali (+11 unità, con una variazione del 6, 1%), e le attività immobiliari (+11, +2, 4%), a ritmi superiori a quanto si registra per le imprese non femminili.
A livello comunale, la contrazione più elevata in termini assoluti viene rilevata a Ferrara, seguita da Argenta, Cento, Codigoro e Copparo, che insieme perdono 87 imprese. Si registrano, invece, variazioni positive a Goro (+33 unità rispetto al 2019), a Lagosanto, a Mesola e a Bondeno.
«Questi dati – ha detto la presidente del comitato provinciale per l’imprenditoria femminile, Gisella Ferri – tratteggiano un universo femminile che sta lottando con tutte le sue forze contro la crisi e che dimostra di saper resistere con orgoglio. Le donne rappresentano un patrimonio di competenze spesso più elevate rispetto a quelle maschili e che va assolutamente promosso e incoraggiato a misurarsi sul mercato attraverso l’impresa. Ma siamo ancora lontani dall’obiettivo di creare una cultura del lavoro – dice ancora la Ferri – e un ambiente professionale amico delle donne, attento alle loro esigenze, capace di accogliere e valorizzare le loro capacità. Sono convinta – ha concluso Gisella Ferri – che un mercato del lavoro più giusto ed equo, che premi il merito, le idee innovative e sostenibili, sarà sicuramente aperto ai talenti femminili, alla loro capacità di trasformare quelle idee in imprese vincenti». –
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