Un’antichissima pieve ferrarese nel letto del canale Naviglio
copparo. Ci sono altre importanti novità che riguardano il territorio del ferrarese nel quale la Soprintendenza, anche grazie all’apporto delle amministrazioni locali, degli enti che operano sul territorio e dei gruppi archeologici locali, è molto attiva. A illustrare lavori e progetti Chiara Guarnieri, funzionario archeologo per la tutela di Ferrara e della provincia di Ferrara.
Si torna a scavare a Copparo, dopo lo stop imposto dal lockdown. Entrerà prossimamente nel vivo l’attività del Gruppo archeologico ferrarese, che dà supporto alle indagini che la Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio di Bologna ha avviato a Coccanile. Si tratta della prosecuzione dell’operazione che ha portato alla luce una delle più antiche pievi ferraresi nel letto del Canale Naviglio. Dopo la segnalazione di materiale antico nei pressi del corso d’acqua, la campagna di scavo del 2019 ha messo in luce i resti di un edificio di culto riferibile al VI-VII secolo e la presenza di dodici sepolture. Dalla stratigrafia è emerso che, per le sopravvenute modifiche del canale, il sito è stato abbandonato intorno al IX secolo, con il contestuale recupero dei laterizi di età romana. Gli studiosi e gli archeologi si sono allora chiesti dove si fossero spostati i frequentatori della pieve. Le ricerche alla curia arcivescovile di Ravenna hanno suggerito il trasferimento in un’area poco lontana, oggi azienda agricola, in proprietà fino agli anni sessanta della chiesa. Condotti gli approfondimenti nell’estate scorsa è iniziato lo scavo che ha portato alla scoperta di una seconda pieve, di minori dimensioni; quest’anno sono in programma la prosecuzione delle indagini.
bondeno
L’area del fondo “Verri” di Pilastri di Bondeno coincide con uno dei più antichi siti archeologici noti nella provincia di Ferrara. Si tratta dei resti di un insediamento risalente all’età del Bronzo media e recente (3600-3200 anni fa), avente caratteristiche affini ai villaggi della “civiltà delle Terramare” documentati nella Pianura Padana centro-occidentale. Grazie a una convenzione che coinvolgerà per tre anni Soprintendenza, Comune di Bondeno, Associazioni locali e una équipe interdisciplinare di archeologi delle Università di Padova e di Ferrara, il sito sarà oggetto di una indagine con tecniche d’avanguardia volte non soltanto a raccogliere ulteriori informazioni sulla struttura e l’organizzazione dell’insediamento ma, soprattutto, a indagare e ricostruire le modalità di vita della popolazione e l’ambiente che caratterizzava l’epoca della terramara, riservando particolare attenzione agli aspetti bioarcheologici, al fine di ricomporre nel dettaglio l’alimentazione e le forme di sussistenza dei nostri antenati. L’indagine – inserita in un progetto più ampio denominato “Memoria & Terremoto” in quanto nato direttamente dall’esperienza post-sisma – ha tuttavia un importante obiettivo sociale oltre che scientifico, già messo in atto nel 2013, quello di condividere il più possibile l’esperienza di scavo col pubblico. A tal fine è stato creato un apposito network, una finestra sul progetto accessibile da tutti gli interessati attraverso questo portale, un modo per coinvolgere virtualmente il pubblico non solo locale e invogliare chi lo vorrà a visitare gratuitamente lo scavo nel corso delle varie campagne e a partecipare a tutte le iniziative che impegneranno sul sito studenti, archeologi, volontari e cittadini. —
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