Vaccino a regime nelle Cra «I positivi ora in netto calo»
Romagnoni (Asl): Caterina e Cesta liberi da contagi forse entro due settimane Oltre l’80% fra ospiti e operatori hanno assunto almeno una dose di siero
La pandemia sta rimettendo in ginocchio mezza Italia usando come ariete le mutazioni del virus ma ha un avversario che sta iniziando a mostrare le sue carte. E sono tutt’altro che irrilevanti. Lo conferma, all’estero, la curva in discesa dei contagi in Israele, dove il piano di vaccinazioni di massa ha raggiunto uno stadio già avanzato. In Inghilterra un andamento simile è stato registrato applicando la regola dell’unica dose di vaccino con rinvio della seconda iniezione, che AstraZeneca raccomanda comunque dopo 12 settimane, un tempo considerevolmente più lungo rispetto alle prescrizioni di Pfizer e Moderna.
A supporto di queste indicazioni arrivano altri due dati locali: la caduta dei contagi tra il personale sanitario della provincia (anche se con un piccolo incremento negli ultimi giorni: 71 attualmente positivi tra Asl e Sant’Anna contro i 131 di metà gennaio) e il progressivo esaurimento dei focolai nelle strutture per anziani. L’Asl prevedeva la chiusura del ciclo della seconda dose per i sanitari entro la scorsa settimana.
il Quadro provinciale
Stando alle ultime informazioni raccolte dall’Asl si stanno normalizzando le situazioni più critiche registrate recentemente in provincia: la Cra Caterina, a Ferrara, e la casa di riposo di Cesta di Copparo. Nella Cra Caterina erano stati registrati oltre cinquanta contagi a fine gennaio, tra ospiti e operatori, dopo la somministrazione della prima dose di vaccino. La prima dose non garantisce una copertura sufficiente contro l’infezione e proprio in quei giorni probabilmente - questa la spiegazione fornita a suo tempo dall’Asl - il Covid-19 aveva già iniziato a circolare nella struttura. Attualmente, precisa Franco Romagnoni, responsabile del Servizio Assistenza Anziani dell’Asl, il numero dei positivi si è ridotto a una quindicina di persone che necessitano di tempi più lunghi per superare la malattia (cosiddetti “lungopositivi”). L’insorgenza di nuovi contagi è molto rallentata dopo l’assunzione della seconda dose e Romagnoni spera di poter dichiarare la struttura fuori quarantena entro «un paio di settimane». Un traguardo raggiungibile, prosegue Romagnoni, anche per la Cra di Cesta, dove il numero dei contagi si è ridotto a poche unità con un paio, anche qui, di “lungopositivi”. Il dirigente Asl sottolinea che «la vaccinazione ha consentito finora di evitare un impatto che avrebbe potuto essere gravissimo nelle case di riposo dopo la diffusione della variante inglese, più contagiosa rispetto al virus originario».
La presenza dell’epidemia viene ancora registrata in piccole strutture, come la casa di riposo di Gavello, dove la casistica è ridotta sostanzialmente ad un operatore, racconta Romagnoni, al momento asintomatico, e le due case famiglia di Ospital Monacale, riunite sotto una medesima gestione.
I dati aggiornati dall’Asl alla scorsa settimana indicano la prima dose di vaccino somministrata in provincia a 3.061 tra operatori e ospiti delle strutture per anziani, l’84% del totale, con punte di oltre il 90% tra gli ospiti. Nelle case famiglia e nelle comunità alloggio sono state iniettate 130 prime dosi. È iniziata anche la somministrazione nelle famiglie in Assistenza domiciliare (Adi): 308 le vaccinazioni. Quasi 10mila over-80 su un totale di 35.414, circa il 30%, hanno ricevuto la prima dose; altre 230 prime dosi sono state inoculate a persone disabili. Nelle prossime settimane, completata la campagna nelle case di riposo, saranno i centri per disabili, le case famiglia e le comunità alloggio a rientrare a pieno nel piano di vaccinazione provinciale. —
Gi.Ca.
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