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Botte e minacce dal compagno che viene allontanato da casa

Botte e minacce dal compagno che viene allontanato da casa

L’altra faccia del Codice Rosso: lei non l’ha mai denunciato, nè fatto il suo nome La Polizia indaga sui ricoveri al Pronto soccorso, scatta il divieto di avvicinamento  

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È l’altra faccia del Codice Rosso, che può scattare anche in assenza di una denuncia specifica da parte della vittima di violenze: è la storia di una donna 36enne ferrarese, picchiata e maltrattata per due anni dal compagno di 38 anni, fino all’ultimo – di una lunga serie – accesso al pronto soccorso dell’ospedale di Cona. La donna – era il 22 febbraio – si era presentata in ospedale e i medici hanno stilato un referto di 30 giorni di prognosi per le lesioni subite. Il tutto mentre l’uomo, alla presenza di testimoni, rincarava alle botte anche le parole: «La prossima volta t’accoppo».

Tanti Codici rossi

A fronte di tutto questo, gli ispettori della Squadra mobile si sono attivati e hanno raccolto anche i documenti relativi agli accessi al pronto soccorso in diverse e numerose occasioni: tutto ciò, facendo scattare ripetutamente il Codice rosso ha permesso alla Squadra Mobile di chiedere la misura per il compagno per lesioni personali aggravate a seguito dei quali veniva allontanato dalla casa familiare, come deciso dal giudice su richiesta della procura. Così, sabato gli uomini della Squadra Mobile hanno notificato al compagno l’ordine di allontanarsi e soprattutto il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla sua ex compagna di 36 anni.

Un provvedimento, ribadiamo, che è arrivato – spiegano gli stessi inquirenti – alla fine di un’attività investigativa portata avanti nonostante la vittima non avesse mai formalizzato denunce a carico del compagno. E dire che le liti tra i due risalgono al 2019 quando convivevano in casa da lui che poi ha cominciato ad avere comportamenti violenti con botte e percosse sulla donna tanto che lei ogni volta doveva rivolgersi alle strutture sanitarie. Ma nonostante questo non ha mai voluto procedere nei confronti del fidanzato, né voleva fornire il nome: nessuna denuncia, anche se è bene sotto lineare, vittima e aggressore vivono in un contesto di mille difficoltà.

Il picco all’ospedale

Resta la gravità di tutto con il picco delle minacce di morte, dopo l’ultima visita al Pronto soccorso e lesioni per 30 giorni. Da qui sono iniziate le indagini della Mobile che dopo aver raccolto riscontri sulla serie di continue e ripetute violenze, aver ascoltato testimonianze hanno portato ispettori e magistrati ad allontanare il compagno violento. –

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