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consiglio comunale dell’8 marzo 

Carriera, maternità parità e lavoro: per le donne la strada è ancora in salita

Giovanna Corrieri
Carriera, maternità parità e lavoro: per le donne la strada è ancora in salita

La lotta nelle libere professioni è ancora ad armi impari L’occupazione femminile più colpita dalla pandemia

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Un’indagine sulla condizione della donna nella società, soprattutto nell’anno del Covid, con i dati Istat che rilevano, ricordava l’assessore Dorota Kusiak, che su 101mila nuovi disoccupati il 98% (99mila) sono donne.

È in quest’ottica che si è svolto il Consiglio comunale dell’8 marzo, scandagliando il gap presente in diversi settori e presentando le azioni messe in campo sul territorio per superarli. «La pandemia è stata soprattutto donna – diceva Rita Reali (Comitato per le Pari Opportunità dell’ordine degli avvocati di Ferrara) – le donne sono state protagoniste in negativo della crisi, sono quelle che hanno perso il lavoro, quelle dei lavori maggiormente esposti al contagio e del lavoro da casa. Uno degli obiettivi che ci siamo posti come comitato è quello di tutelare la genitorialità e le categorie svantaggiate attraverso la sottoscrizione di un protocollo d’intesa in fase di definitiva approvazione che tuteli in particolare lo stato di gravidanza e le condizioni di maternità e paternità».

Per Reali fondamentale il recovery plan per investimenti strutturali: «sul territorio nazionale è stata raggiunta parità numerica fra avvocati uomini e donne ma non reddituale. E fanno carriera negli studi legali con più fatica, perché la partita delle donne nelle libere professioni è ancora giocata ad armi impari: pesano i fattori di natura culturale, i tempi di conciliazione con la vita privata, i carichi familiari e la loro scarsa condivisione e un’arretratezza dei servizi di cura».

La situazione in chiave di genere nel mondo accademico? «In Italia 7 donne rettore su 84, ma le donne sono il 55,4% nelle università, ci sono più donne laureate (56%) e hanno i risultati migliori (55,5%) – sottolineava Maria Gabriella Marchetti, (pro-rettrice delegata alle Pari opportunità e alle disabilità e presidente del Consiglio di Parità di Unife) – Un gap al femminile che si ribalta se si guarda alle cattedre, con solo il 23% delle donne fra i professori ordinari per esempio». Unife dal canto suo si impegna in Bilanci di genere e piani di uguaglianza.

Parlava di un altro settore nel quale manca parità di genere e che negli ultimi anni nella nostra provincia ha subito danni importanti, Elisabetta Moscheni (rappresentante ferrarese dell’Associazione nazionale donne dell’ortofrutta) che faceva appello alla formazione scolastica. Da questo punto di vista a Ferrara c’è l’istituto Copernico Carpeggiani che fra le materie di insegnamento annovera “Educazione civica e contrasto alla violenza di genere’’ per affiancare a iniziative d’impatto e ricorrenze, diceva il preside Francesco Borciani, «spazi di riflessione sulle dinamiche sociali del quotidiano».

Gisella Ferri (presidente del Comitato per l’imprenditoria femminile della Camera di Commercio di Ferrara) ha voluto dare un consiglio alle molte attività femminili chiuse nel nostro territorio, «difficilmente le piccole attività potranno andare avanti se non aggregandosi». E Michele Luciano (Caritas di Ferrara) faceva presente che su 100 persone assistite dalla Caritas il 60% è donna, in particolar modo fra gli stranieri. Ma fra i nuovi poveri italiani, diceva, «si sono visti più uomini». Faceva notare anche come sia «sempre più facile entrare nella povertà e sempre più difficile uscirne, soprattutto per le donne». Ilaria Baraldi (Pd) ha sottolineato la necessità di una «transizione femminista in un mondo fatto a immagine e somiglianza degli uomini». —

Giovanna Corrieri

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